UNIONE EUROPEA: TRE ORDINI STORICI SULL’IMMIGRAZIONE

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L’ Unione Europea promette sanzioni per i paesi che non provvederanno a rimpatriare la loro quota di migranti economici

L’ Unione Europea opta per uno storico cambiamento. Il Commissario europeo per le Migrazioni, gli Affari interni e la Cittadinanza, Dimitris Avramopoulos, porta sul banco tre diktat da somministrare a tutti i paesi membri dell’Unione Europea, pena l’avvio della procedura d’infrazione con relative sanzioni economiche. Il problema immigrazione sembra avere finalmente ottenuto la dovuta attenzione da parte dell’Unione Europea.

La prima misura riguarda l’aumento di rapidità delle procedure di rimpatrio dei migranti economici. “I tassi di rimpatrio devono essere migliorati e gli Stati membri dovrebbero anche usare la possibilità di mettere i migranti in detenzione[…]in modo da evitare la loro fuga”. Le parole suonano inquietanti e riportano alla memoria fatti storici mai troppo lontani. Forse è lo stesso Avramopoulos a rendersi conto della portata di simili parole perché “rassicura” rapidamente: “Non vogliamo dire campi di concentramento”. 

Dimitris Avramopoulos, Commissario Europeo per le Migrazioni.

Riguardo le spese utili a creare le strutture utili allo scopo, il Commissario rassicura: “Italia e Grecia avranno il nostro pieno sostegno e aiuto nel creare i centri di detenzione”. Secondo una stima della stessa Commissione, le persone da rimpatriare presenti su suolo europeo sarebbero “oltre un milione”.

Il secondo ordine riguarda il rafforzamento delle frontiere esterne all’ Unione Europea. Fatto che, per l’Italia, suona come una minaccia e un pericolo, in quanto unico paese membro a possedere 70mila chilometri di costa. La chiusura delle frontiere vorrebbe dire, semplicemente, mantenere su territorio italiano i migranti che vorrebbero raggiungere altri paesi. Non è dato sapere come il Commissario voglia far attuare all’Italia una simile misura per far fronte all’immigrazione incontrollata che l’ha travolta.

Il terzo diktat dell’ Unione Europea farà piacere a molti e riguarda la redistribuzione dei profughi tra i paesi membri dell’UE. Una misura richiesta a gran voce da ogni gruppo politico italiano e che permetterà di somministrare sanzioni economiche ai paesi che, tuttora, continuano a rifiutare la “loro” quota di profughi. In questo caso è importante sottolineare la parola “Profughi”, da non confondere con i migranti economici.

Infine, si auspica l’allargamento degli accordi con i paesi extra-europei che costituiscono la sorgente del flusso migratorio che ha attanagliato l’Europa negli ultimi anni. In particolare, una volta conclusi i negoziati con la Nigeria, la Tunisia e la Giordania, si auspica l’inclusione negli accordi anche di Marocco ed Algeria.

Un cambio di rotta di portata storica nelle politiche di Immigrazione Europee

Vien da chiedersi se il Commissario Avramopoulos non sia un membro in borghese della Lega Nord. A ben vedere, queste iniziative sono effettivamente quelle caldeggiate da Salvini e dal Movimento 5 Stelle e portano ad uno scenario nuovo tra i media italiani: Salvini godrà di una nuova luce, considerando che il suo “programma” è appena diventato il programma europeo? E che conseguenze avrà sullo stesso Salvini che, dall’Europa, vorrebbe uscire perché “sorda”, fino ad oggi, al problema immigrazione?

Forse, ed è auspicabile pensarlo, gli equilibri in gioco in questa Europa stanno per cambiare.

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Vincenzo Milia

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