UN BUON CAGLIARI BLOCCA LA LAZIO SULLO 0-0.

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I rossoblù interrompono la propria striscia negativa e dopo 24 giornate non subiscono reti.

Il Cagliari interrompe la striscia di vittorie della Lazio e spezza la serie di due sconfitte consecutive, ma soprattutto offre al proprio pubblico una buonaprestazione. Si tratta del primo 0-0 stagionale per i rossoblù.

Il risultato finale accontenta e al tempo stesso lascia recriminazioni ad entrambe le squadre. La squadra di Inzaghi produce più del Cagliari per buona parte di gara senza però mai mettere realmente sotto i padroni di casa ma nella parte finale di gara sono i sardi a prendere il sopravvento e andare vicinissimi al gol della vittoria. Le occasioni da gol, sono state poche per entrambe le squadre, la Lazio mantiene il quarto posto e i sardi confermano la propria crescita dopo la gara di Firenze.

Il pareggio è il risultato giusto per questa partita.

Si è visto un Cagliari solido, compatto, ben messo in campo, da ammirare sul piano del sacrificio e ottimo in difesa, proprio il reparto che in questo campionato ha regalato grandi delusioni. Grazie al lavoro collettivo, con marcature raddoppiate e in alcuni casi triplicate, Felipe Anderson, Immobile e Keita sono stati neutralizzati, la Lazio ha sempre dovuto avere a che fare con il pressing alto che il Cagliari ha effettuato a partire da Sau. Rafael ha dovuto effettuare un solo intervento impegnativo, su un tiro di Felipe Anderson.

Nel finale, con l’inserimento di Farias e il calo fisico dei laziali, i rossoblù hanno trovato maggiori spazi e sono andati vicini al goal vittoria: la lucidità dei tiratori, venuta a mancare per la gran corsa e il primo caldo stagionale, è stata ciò che è mancato per poter strappare un risultato migliore.  Il pareggio è il risultato giusto per questa partita.

Primo tempo abbastanza noioso, difesa e lanci lunghi per il Cagliari.

Rastelli conferma lo schieramento ad una punta, con Sau al posto dell’infortunato Borriello. Rientra nell’undici titolare Padoin per l’altro acciaccato, Barella. Poco da dire sul primo tempo, il maestrale non ha certo favorito lo spettacolo, cambiando le traiettorie di tanti passaggi. Dopo soli otto minuti Faragò prende il posto dell’infortunato Dessena e debutta al Sant’Elia. La Lazio si fa pericolosa su azione d’angolo: Hoedt incorna di potenza, Immobile da due passi, fortunatamente per il Cagliari, non riesce a deviare verso la porta avversaria; poi un tiro di Keita da posizione pericolosa è deviato in angolo da Isla. Il Cagliari pensa prima a difendersi chiudendo tutti gli spazi alla Lazio e cerca i lanci lunghi a superare il centrocampo per l’unica punta, Sau però non riesce a superare i centrali Hoedt e De Vrij che fanno buona guardia.

Secondo tempo più vivo. A fine partita il Cagliari prende il sopravvento e sfiora la vittoria.

Ad inizio ripresa la Lazio prova a sbloccare la partita. Al 48’ Felipe Anderson fa partire un gran tiro da fuori ara che sfiora la traversa. Al 59’ contropiede velocissimo porta Felipe Anderson al tiro pulito, il brasiliano cerca di piazzare il pallone ma un bravissimo Rafael intuisce la direzione della traiettoria e lo ferma a terra. I rossoblù alleggeriscono la pressione con un paio di punizioni di Tachtsidis e Joao Pedro scagliate all’interno dell’area. A metà ripresa gli allenatori operano due cambi. Inzaghi toglie Radu per inserire Djordijevic e arretra Lulic; Rastelli manda in campo Farias per Sau.

Al 69’ Isla è bravo a strappare il pallone a Immobile, la cui azione era stata ritardata da Pisacane nell’uno contro uno. Da qui in avanti il Cagliari comincia ad essere più pericoloso. Al 77’ Ionita controlla su un cross di Isla, tocco dietro per Joao Pedro, tiro alto. Ionita fila via sulla sinistra in contropiede e crossa per Farias che in area non riesce a deviare di testa da buona posizione facendo sentire la mancanza di Borriello. La combinazione Ionita e Farias si ripete poco dopo, lancio del moldavo e scatto del brasiliano, cui non riesce l’ultimo dribbling nei confronti di De Vrij. All’81’ la più grossa occasione per i rossoblù: cross dalla sinistra di Tachtsidis, testa di Ionita che fa pervenire la palla a Padoin che tutto solo all’interno dell’area calcia malissimo e manda la palla a lato.

Finale tutto per il Cagliari, che spreca.

All’87’ scambio Farias-Joao Pedro-Farias che si allunga il pallone e finisce a terra sull’attacco di Hoedt e sull’uscita di Strakosha.  All’89’ ancora Tachtsidis, tra i migliori in campo, parte palla al piede e serve Farias, fermato nel duello uno contro uno con Hoedt.

Dopo 4’ di recupero, l’arbitro Guida fischia la fine: 0-0, dopo la sosta si va in Sicilia per affrontare il Palermo.

Ionita: «Complimenti a tutta la squadra».

Artur Ionita è stato sicuramente tra i migliori, soprattutto nel finale. «Difficile trovare una motivazione. Credo che ogni giocatore debba lavorare in allenamento per guadagnarsi il posto e nei momenti conclusivi la testa sia più importante delle gambe. Dopo cinque minuti volevo uscire, avevo avvertito dolori al flessore. Invece poi non so cosa si successo, la situazione è migliorata».

Sulla partita: «Era importante iniziare il secondo tempo più concentrati possibile per evitare l’errore commesso contro l’Inter. Oggi è un punto meritato, abbiamo lavorato tutta la settimana per ottenere questo risultato, Potevamo anche vincere, ma possiamo essere contenti lo stesso. Venivamo da una sconfitta amara come quella di Firenze, e affrontavamo una delle squadre migliori del campionato. Un altro dettaglio importante è stato non prendere gol. Complimenti a tutta la squadra, che ha fornito una prova grintosa, e a tutti i tifosi per il loro sostegno».

Adesso la sosta per le nazionali: «Andrò in Nazionale, per me è importante perché amo il mio paese. Gli obiettivi per le prossime gare? Cercheremo di vincere quante più partite possibile e di migliorarci, come è successo oggi rispetto a Firenze».

Inzaghi:«Volevamo la sesta vittoria consecutiva, ma onore al Cagliari che ha fatto di tutto per renderci la vita impossibile».

Intervistato da Sky Sport, Simone Inzaghi non fa drammi per il mezzo passo falso dei biancocelesti: «Volevamo vincere ma non siamo stati lucidi come in altre circostanze, il Cagliari ha fatto la partita che doveva fare. In altre occasioni abbiamo fatto molto meglio, ma abbiamo trovato un Cagliari organizzato che ha concesso veramente poco».

Il tecnico ha identificato il problema dei biancocelesti in questa gara: «Oggi ci è mancato un elemento come Milinkovic che nella nostra economia di gioco è diventato imprescindibile». Il campionato della Lazio resta di altissimo livello: «Siamo quarti in classifica, una posizione inaspettata, ma che abbiamo ottenuto lavorando tutti i giorni. Volevamo la sesta vittoria consecutiva, ma onore al Cagliari che ha fatto di tutto per renderci la vita impossibile».

Rastelli: «Tante note positive».

Massimo Rastelli è soddisfatto del punto ottenuto contro la Lazio: «Sono tante le note positive. È stata una gara simile a quella di domenica scorsa, potevi vincere come potevi perderla. Il primo tempo è stato equilibrato, bloccato per merito nostro, con pochissime occasioni da gol e disturbata dal vento. Nel secondo tempo la Lazio si è allungata, voleva vincerla a tutti i costi: noi volevamo vincerla senza rischiare di perderla. Abbiamo forse prodotto le occasioni più nitide, in particolare quella capitata a Padoin. È un punto fondamentale, che chiude un trittico terribile, dove avremmo meritato di più, ma che dà morale e continuità al lavoro dei ragazzi; consideriamo anche le tante assenze e il valore dell’avversario. La classifica poi è buona».

Il mister rossoblù parla del modulo ad una sola punta: «L’equilibrio è fondamentale perché dall’equilibrio difensivo di squadra si avvantaggia poi la fase offensiva. Oggi avevo Ionita e Joao Pedro larghi sulle fasce per bloccare le iniziative dei terzini della Lazio. La squadra è venuta fuori nel secondo tempo, con una leggerezza mentale che viene dalla consapevolezza di essere in partita».

Rastelli soddisfatto. Buon debutto al Sant’Elia per Faragò.

Dopo solo 8′ di gioco Rastelli ha dovuto rinunciare a Dessena, vittima di un problema al flessore della coscia destra. «Non siamo fortunati, ma i problemi muscolari sono stati giusto un paio. È entrato Faragò, che a me è piaciuto molto: ha gamba, non era facile con l’emozione; in futuro saprà gestire al meglio anche certe situazioni con la palla».

Sugli altri due cambi: «Mi serviva un giocatore fresco e per fare entrare Farias avevo due alternative: togliere Sau o Joao Pedro. Non me la sono sentita di sostituire Joao perché è un giocatore troppo importante, per la sua fisicità e per la sua abilità nei calci piazzati, mentre Sau era stanco. Farias ha allungato la squadra, è andato a prendersi molti palloni. Pisacane ha chiesto il cambio, ha avuto qualche problemino in settimana».

Ora la sosta, poi si gioca a Palermo.

La sosta arriva al momento giusto. «Ci permette di tirare un po’ il fiato. Siamo contati, sarebbe stato un problema andare a giocare a Palermo domenica prossima. Spero alla ripresa di recuperare qualche elemento».

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