SPECTRE: L’ADDIO IN GRANDE STILE DI CRAIG

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Spectre è un film da vedere. Non solo per gli appassionati della saga…

Non c’è solamente tanta azione in Spectre, l’ultimo film di 007. Sono tanti gli spunti di riflessione e i momenti drammatici. Possiamo trovarci anche l’eterno conflitto tra la morale umana e la dipendenza dalle nuove tecnologie.

Daniel Craig veste i panni di James Bond per l’ultima volta, e lo fa per chiudere un cerchio. Un cerchio iniziato con Casino Royale, e che aveva avuto una grossa svolta con Skyfall. In Spectre, l’agente segreto più famoso del mondo affronta i fantasmi del suo passato. Compare dal passato una persona che credeva scomparsa da tempo e che invece è all’origine di tutti i suoi guai.

La scena in cui 007 percorre un corridoio tappezzato dalle foto delle persone morte in circostanze tragiche nelle precedenti pellicole è assai suggestiva e la dice lunga sullo spessore del film.

Si potrebbe addirittura azzardare un paragone tra questo Bond e il Batman de “Il ritorno del Cavaliere Oscuro”, poiché il loro percorso psicologico è molto simile e porta praticamente al medesimo risultato.

Resta poi la sopracitata questione dell’avanzare della tecnologia, che rischia di portare alla creazione di una realtà orwelliana nella quale la sorveglianza globale regna sovrana, e il libero arbitrio viene annullato. In particolare, merita una menzione il discorso di M (Ralph Fiennes) sulla licenza di uccidere degli agenti, che in realtà rappresenta la facoltà di scegliere, cosa che una macchina non potrà mai fare.

Chiaramente, non mancano gli elementi che rendono 007 un brand vincente e sempre pronto a rinnovarsi: spionaggio, combattimenti, inseguimenti ed esplosioni.

Si passa da un Messico in cui i palazzi crollano uno dopo l’altro a un inseguimento mozzafiato sulle strade di Roma, per non parlare della rissa in treno, nella quale il nostro Bond si trova in palese difficoltà. Il suo avversario in questa occasione è Mr Hinx, ben interpretato dall’ex wrestler della WWE Batista, protagonista di un’altra bella prestazione dopo quella di Drax ne “I guardiani della galassia”.

Craig è uscito con le ossa rotte anche nella realtà. Durante le riprese, infatti, una brutta caduta durante il combattimento con Batista gli ha procurato un grosso problema al ginocchio. Craig è dunque dovuto andare sotto i ferri.

Molto azzeccata anche la scelta della Bond Girl. La francese Léa Seydoux interpreta una Bong Girl bellissima e seducente, ma anche molto forte e dotata di grande intelligenza e risoluzione.

Pessima, invece, l’interpretazione di Monica Bellucci, che fortunatamente ha un ruolo marginale. La colonna sonora è ottima, con un brano iniziale assai struggente (Writing’s On The Wall di Sam Smith), che anticipa le tematiche malinconiche della pellicola. Insomma, il mio consiglio è quello di andare a vedere questo film, soprattutto non siete fan di 007. Spectre potrebbe proprio convincervi a guardare i vecchi episodi della saga.

Craig ha ampiamente dimostrato di essere uno dei migliori interpreti di James Bond. Ha surclassato Pierce Brosnan e si è avvicinato parecchio a Sean Connery. Il suo erede dovrà mettercela tutta per raccogliere al meglio questa pesante eredità….

 

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Alessandro Bogazzi

"A doppia superbia, doppia caduta"

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