ROMICS, TRIONFANO DUE RAGAZZE SARDE! INTERVISTA ESCLUSIVA A SARA & SARA

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Romics 2017: due sarde sul gradino più alto del podio!

L’ultima edizione del Romics, andata in scena la settimana scorsa, ha visto due ragazze sarde salire sul gradino più alto del podio. Sara Gabrielli e Sara Marceddu hanno bissato il successo del Sassari Cosplay e si sono aggiudicate il premio come miglior coppia.

Sara e Sara, che interpretavano Elinor e Merida dal film d’animazione “Ribelle: The Brave” saranno chiamate a rappresentare l’Italia alla Clara Cow’s Cosplay Cup, competizione internazionale che si terrà in Olanda il prossimo 10 giugno. Le vincitrici del Romics hanno concesso a noi di Radio Iscutta Web un’intervista esclusiva.

Intervista esclusiva a Sara Marceddu e Sara Gabrielli

Iniziamo con una domanda abbastanza banale: cosa avete provato al momento della vittoria al Romics?

Sara Marceddu: Io mi sono messa a piangere subito. Non ce lo aspettavamo per niente, pensavamo vincessero i secondi classificati. Invece siamo state premiate noi.

E’ stata una cosa veramente inaspettata, tanto che quando hanno sbagliato, annunciando i secondi classificati, io ho detto “Sì, fantastico, se lo meritano tantissimo!”; invece si sono bloccati e hanno premiato noi. Io sono ancora scioccata. Sono saltata su come una molla, ho iniziato a piangere e non riuscivo a smettere! Quando sono salita sul palco, stavo ancora piangendo…

Sara Gabrielli: E’ stato tutto molto strano perché dopo l’esibizione ci siamo sedute e finalmente siamo riuscite a vedere tutte le altre esibizioni dopo la nostra, perché ogni volta scappavamo via perché non avevamo mangiato o dovevamo fare la pausa-bagno; questa volta ce la siamo presa con calma e abbiamo assistito a tutte le esibizioni, anche dopo la nostra, e sono state veramente tutte molto belle, tant’è che noi comunque, con gli abiti così semplici e la nostra piccolissima scenografia, abbiamo detto “Cavoli, questi son veramente molto bravi, noi ci sediamo e applaudiamo”.

Noi facevamo il tifo per una coppia che ha portato due personaggi tratti da Bloodborne, erano veramente meravigliosi. I combattimenti erano in sincro, le spade avevano tutti i led, erano fighissimi! Durante le premiazioni, hanno chiamato il nome di questa coppia per cui stavamo facendo il tifo, quindi eravamo felicissime! E poi la presentatrice ha detto “Scusate, ho sbagliato: questo è il secondo classificato”.

Allora noi ci siamo girate verso una coppia di ragazzi che si sono esibiti subito dopo di noi, che hanno portato un combattimento con una bellissima scenografia, e stavamo cercando loro con lo sguardo, quando la presentatrice ha detto “I rappresentanti dell’Italia per la C4 sono Sara Marceddu e Sara Gabrielli”.

Sara è scattata come una molla, io son rimasta seduta e dicevo “Nah, hanno sbagliato, non siamo noi”. Daniele Marceddu, che era con noi, ha fatto un salto! Io ero sempre seduta, dicevo “Sara, siediti, hanno sbagliato, non siamo noi….

Alla fine ci hanno chiamato a salire sul palco, e infatti la prima cosa che abbiamo detto è stata “Ma siete proprio sicuri? Noi siamo così semplici! Infatti ci hanno detto tutti “Oooh, che tenere!” e noi “No, non è per essere tenere, è la verità, gli altri costumi sono molto più belli” e loro “No, no, voi siete quello che vogliono vedere ai Mondiali, voi siete da Mondiale”.

Non sapevamo cosa dire, non sapevamo più niente, perché è una cosa che non ci aspettavamo minimamente, è partito tutto con un “Andiamo al Romics” “Dai, va bene, ok” “Ma andiamo vestite” “Dai, va bene, ok” “Però stiamo andando vestite, è brutto non partecipare” “Dai, tentiamo le selezioni… tanto non le passeremo!”

Sara Marceddu: “Quando abbiamo provato le selezioni, siamo entrati in quella saletta e abbiamo detto “Non ce la faremo mai, perché ci sono vestiti veramente curati; non che i nostri non lo fossero, ma c’erano armature stra-mega-galattiche, trucchi impressionanti… abbiamo detto “No, non ce la facciamo”.

Poi siamo entrati nella saletta dei giudici e siamo rimaste allibite, perché loro si sono illuminati quando ci hanno visto. Noi non pensavamo accadesse una cosa così, perché reputiamo il nostro cosplay molto semplice, malgrado l’accuratezza di tutto ciò che abbiamo addosso.

Quando avete iniziato a fare cosplay, e perché?

Sara Marceddu: Abbiamo iniziato così: due anni fa (luglio del 2015) stavo pensando di fare cosplay, e una mia amica mi ha detto “Guarda che anche Sara stava pensando di fare cosplay!” Le ho risposto “Fantastico! Chi è questa Sara?” Mi ha presentato Sara Gabrielli, e io con una faccia sfrontata le ho detto “Ciao, io sono Sara, voglio fare cosplay, fallo con me”.

E’ iniziato tutto così: non so il perché, sinceramente, mi è sempre piaciuto fare queste cose. Sin da bambina mi sono vestita come i personaggi dei cartoni animati.

Sara Gabrielli: “Sai quando ci sono quelle cose che vedi sul giornale e dici “Cavolo, mi sarebbe piaciuto andare a vederli”? Parlo del Beach Cosplay Party. Mi ha sempre affascinato tutto ciò che riguarda il mondo degli anime e dei manga, ma la mia passione principale rimane la Disney: sono e sarò sempre un’eterna bambina da quel punto di vista.

Avevo visto un’edizione del BCP, intorno a luglio del 2015, e avevo visto Michela Rinoa Pani che portava una scenetta da “La Bella e la Bestia”, che insieme a Merida è uno dei miei cartoni preferiti. Ero rimasta affascinata da tutto questo, dal modo di interpretare, dall’essere proprio il personaggio.

Ci siamo esibite per la prima volta al Giocomix dello scorso novembre: è stato il nostro esordio, abbiamo portato Harry Potter. Abbiamo iniziato da pochissimo, siamo delle novelline in questo mondo, però è tutto bellissimo, ti porta a conoscere un sacco di gente nuova…

Come mai avete scelto due personaggi come Merida ed Elinor? E quanto somigliano alle vostre controparti reali?

Sara Marceddu: “Abbiamo scelto Merida perché era un sogno di Sara. Di conseguenza, ho fatto Elinor per migliorare il cosplay: Merida è difficile da portare, perché è un cartone a cui non puoi associare a una scena che “prenda”, in quanto non fa niente di che.

Portarlo da sola è già molto difficile, infatti quando abbiamo visto Sara sul palco da sola, ha potuto solamente portare l’abito, malgrado lo porti molto bene perché… è lei! Di conseguenza, ho portato Elinor per migliorare la scenetta e tutto quanto.

Sinceramente, non mi ci ritrovo molto, ma per fortuna riesco a entrare nel personaggio. Lei è molto schiva, io non lo sono.

Sara Gabrielli: “Io da quando ho visto “The Brave” ho detto “Lo voglio fare. Sono io”. Mi piaceva tutto di lei; io, poi, ho una passione smisurata per i rossini, ho visto finalmente un personaggio che non era la classica principessa Disney tutta composta, ma era reale.

Merida impersona tutte le adolescenti, perché noi tutte abbiamo avuto problemi con le nostre madri, sempre, per qualsiasi piccola cosa. Comunque era tutto abbastanza realistico; certo, enfatizzato dal fatto che era un cartone, con le magie e tutto quanto, ma il punto focale era quello, il rapporto tra una madre e una figlia.

Quando ho deciso di portare per la prima volta Merida, ho detto “E’ lei. Cioè, sono io!”

Non è stato semplice portare Merida la prima volta, perché ero da sola, ed era la prima volta senza Sara; nel fare cosplay siamo molto affiatate, ci completiamo a vicenda. Portare Merida per la prima volta da sola non è stato semplice: non sapevo cosa fare, non sapevo come far uscire realmente il personaggio.

E’ stato anche grazie a Silvia Carboni, che mi ha dato l’opportunità di usare la sua base, che mi trasmetteva di più rispetto alla canzone originale (la sentivo più mia), che sono riuscita a fare qualcosa. Infatti, ho fatto un po’ di ballo scozzese, cercando di far uscire Merida il più possibile. Fortunatamente ci sono riuscita, e ogni volta che indosso il costume non sono più Sara, ma sono Merida.

Per il costume di Elinor, Sara mi ha aiutato veramente tanto perché da sola non ce l’avrei fatta, e non ci può essere una Merida senza la sua Elinor. E’ stata molto brava e paziente, soprattutto nei miei confronti, perché quando si tratta di queste cose, cerco di realizzare ogni minimo dettaglio, e premo troppo su queste cose, perché tengo a fare tutto bene. Fortunatamente questo ci ha ripagate.

Non è stato semplice fare il doppiaggio, che abbiamo realizzato noi, aiutate da Silvia Carboni, che è riuscita a far uscire Merida ed Elinor anche tramite la voce.

Qual è stato l’evento più bello al quale avete partecipato finora? E come giudicate quelli che si svolgono abitualmente in Sardegna?

Sara Marceddu: “A me il Giocomix piace veramente tanto, anche se ho partecipato solo alle edizioni che si sono tenute al Lazzaretto. E’ stato il mio primo evento, quindi mi sento a casa. Ho conosciuto molta gente al Giocomix.

A Sassari ho trovato gente molto molto accogliente, pronta ad accontentarci in tutto. Non mi sento al livello di commentare le fiere: ne ho viste poche. In Sardegna non si possono fare fiere all’altezza del Romics: quando siamo arrivate abbiamo detto “wooh, è fantastico!”. Però preferisco un posto tranquillo come il Giocomix, dove entrano solamente persone a cui questo ambito piace e che rispettano, mentre al Romics abbiamo trovato persone irrispettose.

Ragazzini a cui non frega nulla del tuo vestito e di quanto tempo tu ci abbia messo per realizzarlo: ti investono, ti rompono la parrucca, ti schiacciano la gonna, non ti chiedono scusa perché non gliene frega niente. Sono maleducati e non rispettano. Dal mio punto di vista, le fiere sarde non sono al livello di una fiera come il Romics, ma sono belle perché sono tranquille e ti senti a casa.

Sara Gabrielli: “Il primo evento a cui abbiamo partecipato qui in Sardegna è stato a Iglesias, ma avevamo dei costumi molto semplici. Io ho improvvisato un’Aurora in chiave steampunk. C’era Giorgio Vanni, non potevamo non andare! E’ stato il nostro battesimo, ma come spettatrici. Sul palco abbiamo partecipato per la prima volta al Giocomix, al Lazzaretto, portando Harry Potter: io ho interpretato Bellatrix, Sara era la professoressa Cooman. Anche lì siamo state accolte benissimo dal pubblico, e non ce lo aspettavamo assolutamente.

Poi abbiamo partecipato all’edizione del Giocomix di maggio, dove abbiamo portato Biancaneve e abbiamo ricevuto una menzione speciale per la nostra scenetta in cui abbiamo rivisitato la canzone del pozzo, con Sara che cantava perché ha una bellissima voce. E’ stata la nostra prima medaglietta, il nostro primo riconoscimento.

Il Giocomix di novembre al Setar non me lo sono goduto tanto, perché uscivo da un periodo un po’ particolare che riguardava la vita familiare, quindi non ho visto praticamente niente. Ero nella “bolla”, perché ero da sola, e io sono una persona molto timida. A parte uno sguardo o un sorriso, non ho il coraggio di avvicinarmi agli altri.

Era la mia prima esibizione da sola, Sara non era con me, e ho vissuto l’evento dentro una bolla. Ero tristissima, ma quando sono salita sul palco ho cancellato tutta perché non ero più Sara, ero Merida, e quando è partita la musica, è venuto tutto da solo.

Oltre al Giocomix abbiamo partecipato anche al BCP, con un gruppo di Peter Pan insieme a Daniele, Francesca e altri nostri amici. Sassari, come diceva Sara, è stato molto bello: tutti molto gentili, un ambiente completamente diverso. Accontentavano ogni nostra richiesta e ci incoraggiavano, soprattutto lo staff, che ci ha aiutato a portare la scenografia sul palco. Tutto molto familiare, è stato molto bello. Abbiamo portato lì la scenetta che poi abbiamo presentato al Romics: quella è stata la nostra prova generale. Rimarrà qualcosa di importante da condividere con loro.

Il Romics è stato un boom: ci siamo ritrovate catapultate lì, noi che eravamo così piccole rispetto a tutto quello che ci circondava. Quando ho visto i padiglioni ho detto “Wow: è tutto bellissimo!”. Non sapevo veramente cosa fare e come comportarmi, anche perché eravamo molto agitate per le selezioni. Abbiamo detto “Dai, se non passiamo le selezioni ci giriamo bene tutta la fiera. Quando abbiamo passato le selezioni c’è stata l’ansia pre-gara, dovevamo esibirci sul palco di fronte a tutte quelle persone.

Quindi, ho visitato il Romics solamente dopo l’esibizione, ed è stato veramente bello, era proprio… wow! A novembre andrò a Lucca con Daniele Marceddu, e sarà la mia seconda fiera fuori Sardegna… anzi, la terza, visto che andremo anche all’Animecon in Olanda, e anche lì sarà tutto bellissimo.

Il livello, rispetto alle fiere fuori… Beh, qui in Sardegna ce la caviamo bene, abbiamo tanti cosplayer che sono veramente molto molto bravi, non abbiamo niente da invidiare agli altri. Quello che ci penalizza è sempre il trasporto, perché essendo in un’isola non possiamo portarci dietro tante cose, ma ce la caviamo molto bene qui.

Avete già pensato a cosa fare dopo la Clara Cow’s Cosplay Cup? Quali saranno i vostri prossimi obiettivi?

Sara Marceddu: Dopo il Clara, io non lo so. Tra l’altro, Sara due settimane fa mi ha detto “Mi sa che dopo il prossimo mi fermo per un po’ “, ma io credo che non si voglia più fermare. Io continuerò tranquillamente in Sardegna e ovunque, perché io lavoro in Germania, e potrei partecipare alle fiere tedesche. Cercheremo di spaziare e di conoscere tanta gente. Noi ci divertiamo tantissimo, non avete idea di quanto ci divertiamo a conoscere nuova gente.

Dovremo cercare di andare oltre la Disney, che resta il nostro più grande amore, e di fare qualcosa tratto da anime e manga. Cercheremo di partecipare a tanti eventi, con tanta calma e con la passione che ci abbiamo messo fino ad ora.

Sara Gabrielli: Non lo so. Sinceramente non ne ho la più pallida idea, perché ancora stiamo realizzando il fatto che rappresenteremo l’Italia ai Mondiali. Volevo precisare una cosa: la C4 sembra un evento completamente diverso rispetto a quelli che si svolgono qui in Sardegna, nel senso che non c’è la classica competizione pre-gara.

E’ come essere all’interno di una grande famiglia: ci hanno accolte benissimo, sembra quasi di essere una colonia. Quando vai in colonia, l’obiettivo è quello di fare nuove amicizie e socializzare, e questo è l’obiettivo della C4: far socializzare cosplayer di diverse nazionalità, far nascere nuove amicizie. La gara passa in secondo piano, e questo ti dà la possibilità di vivere l’evento con più calma e scioltezza.

Già quando siamo state aggiunte al gruppo, abbiamo ricevuto un benvenuto molto caloroso sia dai cosplayer che dagli organizzatori, e non ce lo aspettavamo assolutamente. Non vediamo l’ora di affrontare questa nuova avventura!

Cosa ci aspetta dopo e cosa abbiamo intenzione di fare? Continuare a divertirci, perché il nostro obiettivo è quello, e riuscire a portare bene tutti i costumi a cui teniamo di più. Continueremo a partecipare a tutti gli eventi qui in Sardegna perché ci piace; non ci reputiamo delle “pro” solo perché abbiamo vinto il titolo del Romics, però ci rende tanto orgogliose il fatto di essere le prime a portare in Sardegna un premio così importante, perché è una soddisfazione. E poi siamo delle novelline…

Non abbiamo grosse aspettative: di sicuro non inizieremo a tirarcela per aver vinto una gara. Siamo molto umili, perché vediamo tanta gente che pensiamo sia molto più brava di noi; per noi, tutti si meritano un premio perché comunque lo sforzo di fare un costume, di salire sul palco di fronte a così tanta gente, è già una cosa per cui ci vorrebbe un premio. Alla fine si tratta di un riconoscimento per il lavoro svolto. Continueremo a divertirci e, speriamo, a far divertire.

Avevo pensato di fermarmi, perché partecipare agli eventi senza Sara non è la stessa cosa, perché siamo praticamente una cosa sola. Stavamo arrivando a un punto in cui una completava la frase dell’altra, o parlavamo in sincro! Quando mi sono esibita al Giocomix di novembre, e lei non c’era perché lavora in Germania, mi è capitato di vederla tra il pubblico. C’era una ragazza che le somigliava, pensavo mi avesse fatto una sorpresa e mi sono commossa.

Non è stato semplice fare tutto da sola, anche perché sono una che si butta facilmente: basta una piccola critica e metto in discussione tutto ciò che ho fatto. Fortunatamente, quando Sara non c’è, ho il supporto di un’amica che ci ha fatto da mascotte al Romics: parlo di Fabiola, che al BCP mi ha fatto da Jack Sparrow. Poi c’è Daniele, il nostro supporter: lui, Sabrina e Davide ci spronano a fare sempre meglio. Dani ha avuto tanta fiducia in noi.

Luigi, Andrea e Daniela, che mi hanno dato per la prima volta il premio per Merida al Giocomix di novembre, sono stati meravigliosi come giudici. Durante la fiera, Luigi mi ha fermato per farmi i complimenti per l’abito e la parrucca: io ero appena arrivata e ci ho parlato tranquillamente: quando sono salita sul palco e l’ho visto in giuria, ho pensato “Oh, cavolo, cosa gli ho detto prima?”. Non avevo idea di chi fossero i giudici, perché è una cosa su cui non ci informiamo mai. Ritrovarli a Sassari ci ha fatto molto piacere, e avevo detto ad Andrea che avremmo tentato le selezioni al Romics; lui non si è sbilanciato più di tanto, mentre Luigi ci ha spronate parecchio.

Dopo la gara, vedere Andrea Di Virgilio, il campione cosplay in carica, venire a congratularsi e a dirci che abbiamo “spaccato”, è stato bellissimo. Certo, qualcuno dirà che non meritavamo il premio, e noi siamo state le prime a dirlo, perché vedendo il livello degli altri costumi, noi non pensavamo di meritare niente, e quando ci hanno chiamate è stato tutto molto “wow”. Andrea ha scritto ieri un bellissimo post su Facebook in cui si complimentava con noi, e ricevere complimenti da un “pro” come lui è una soddisfazione.

Speriamo di continuare a fare del nostro meglio, con la nostra umiltà, perché noi siamo così: non partecipiamo per vincere la classica medaglietta, ma per il semplice gusto di divertirci e far divertire il pubblico, trasmettere loro ciò che proviamo sul palco.

Al Romics ci hanno chiesto se abbiamo visto il pubblico: noi quando stiamo sul palco, non vediamo niente. Io vedo Sara, Sara vede me; tutto il resto viene dopo, una volta finita l’esibizione. Speriamo di continuare a divertirci e a far divertire.

Ti ringrazio per averci concesso questa intervista: tra l’altro, sei stato il primo a chiedercela! Cercheremo di tenere alto l’onore dell’Italia e soprattutto della Sardegna, perché finalmente abbiamo portato qualcosa di importante nella nostra piccola terra, che spesso viene sottovalutata, ed è un peccato, perché è bellissima!

A nome di Radio Iscutta Web, ringrazio Sara e Sara per l’intervista, Daniele Marceddu per avermi permesso di contattare le due cosplayer e Salvatore Coluccia per lo splendido scatto: potete ammirare i suoi lavori anche su http://www.turiddu.it/

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Alessandro Bogazzi

“A doppia superbia, doppia caduta”

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