UNA SETTIMANA DA DIMENTICARE PER RENZI

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Una pessima settimana per Matteo Renzi, che viene abbandonato gradualmente ma, sembra, inesorabilmente da chi l’ha sostenuto fino al giorno prima.

In Piazza del Popolo a Roma, i “fedeli” del PD che l’hanno ricevuto, non rispecchiavano certamente le aspettative del premier Renzi. In compenso un corteo di giovani studenti ha marciato verso il Colosseo per urlare il proprio “No”: “Se il premier dice che il No riporta indietro l’Italia di trent’anni, noi rilanciamo dicendo che il Si la riporta indietro di duemila, come nella Roma imperiale, quando a decidere erano pochi senatori, ricchi e aristocratici”. La marcia ha inaugurato la giornata “Renzi su un palco, Noi ovunque”, che si svolgerà in un centinaio di piazze tra feste e cortei, con lo scopo di smontare con una risposta pratica le falsità del “Si”.

Corteo per il NO contro Renzi
“Noi rilanciamo dicendo che il Si la riporta indietro di duemila, come nella Roma imperiale, quando a decidere erano pochi senatori, ricchi e aristocratici”

La settimana di Renzi, tuttavia, ha cominciato a prendere una brutta china fin dai primi giorni. Il M5S ha astutamente chiesto il voto di una proposta di legge che avrebbe tagliato di 80 milioni le spese della politica, abbassando gli stipendi dei parlamentari. Inutile dire che la votazione è stata rinviata a data da destinarsi (dopo il referendum). Ma al M5S va benissimo cosi: hanno ottenuto il risultato di smontare uno dei punti cardine della riforma Boschi-Verdini, ossia la riduzione dei costi della politica e, insieme ad esso, la credibilità del premier.

“Hai fatto un partito in cui comandi da solo, i tuoi interventi alle assemblee andrebbero pubblicati per vedere a cosa si è ridotta la politica”

E non è finita, il colpo di grazia è arrivato contro il quasi novantenne Ciriaco De Mita (la cui lucidità e vitalità sembrano dare filo da torcere ad un ventenne): Democristiano, ex Presidente del consiglio, ora Sindaco di Nusco, una carriera politica durata 50 anni e un “No” secco alla riforma che andremo a votare il 4 Dicembre.

Renzi Vs De Mita
Il duello televisivo tra Renzi e De Mita.

Il confronto ospitato da Enrico Mentana (al suo “Si o No”) ha visto volare Renzi per i primi venti minuti, ma successivamente è stato De Mita a prendere le redini. L’iniziale cordialità si infrange come un cristallo percosso, quando il premier accusa De Mita: “La tua idea di politica è che cambi partito quando non ti danno un seggio”. E De Mita esplode con un’energia inaspettata: “Questa è una volgarità che non mi aspettavo soprattutto se detta da chi in politica le ha inventate tutte. Tu non hai diritto di parlare di moralità della politica, è un mestiere che vuoi gestire in maniera autoritaria. Hai fatto un partito in cui comandi da solo, i tuoi interventi alle assemblee andrebbero pubblicati per vedere a cosa si è ridotta la politica” e in chiusura conclude “Renzi è irrecuperabile”.

Si tratta solo dei passaggi più interessanti perché, effettivamente, nel merito della Riforma si è parlato poco. Renzi la difende nei modi in cui ci ha abituato da alcuni mesi (“serve per ridare velocità alla politica e per tagliare i costi, per dare maggiore partecipazione ai cittadini”), e De Mita incalza dove può (“è scritta male, e il combinato disposto con la legge elettorale porta a rischiare una svolta autoritaria”).

 

Una piazza semi-vuota ma popolata da anziani, che rinforza il “Si”, e un blitz di giovani che incarna il “No”

L’evento ha comunque visto, soprattutto nell’ultima mezz’ora, un premier in difficoltà, incalzato e “sminuito”. Il merito, bisogna ammetterlo, va a De Mita che ha mostrato capacità di comunicazione e spirito politico di tutt’altro livello. Se Renzi rappresenta la “nuova generazione” di Politici e De Mita “la vecchia guardia”, vien da chiedersi se il livello non sia effettivamente calato, e in maniera drastica. Agli slogan e alle provocazioni personali del premier si contrappongono le citazioni alte e pertinenti di una generazione ormai andata, e l’integrità morale e istituzionale di una classe politica che a ben vedere si potrebbe quasi rimpiangere.

L’ultima batosta, che trova il suo perché in una piazza piena solo a metà, possiamo trovarla nel rovesciamento della narrazione renziana. Una piazza semi-vuota ma popolata da anziani, che rinforza il “Si”, e un blitz di giovani che incarna il “No”. L’esatto opposto di quanto Renzi ha narrato in questi mesi, quando ricordava di rappresentare i “giovani” contro i “vecchi” che hanno distrutto il Paese.

 

Caro Presidente Renzi, mi permetto di mandarle un messaggio in bottiglia per offrirle un consiglio: faccia al più presto un bagno d’umiltà e riprenda coscienza del Paese reale e non della sola realtà che la circonda o, per citare Ciriaco De Mita, “Che Dio l’aiuti”.

 

Renzi e De Mita
Renzi e De Mita
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Vincenzo Milia

“Libertà vuol dire veramente qualcosa, significa avere il diritto di dire alla gente quello che la gente non vuole sentire”

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