RENZI HA PAURA: RINVIO DEL REFERENDUM?

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Bisogna ammettere una cosa: Matteo Renzi sa bene come restare sempre sotto i riflettori. In un momento drammatico, il Premier riesce ancora a far parlare di referendum. E stavolta non ne sembra felice.

Che faccia tosta il premier. Fino a qualche giorno fa ha supplicato il presidente (Berlusconi, ndr) di aiutarlo a rinviare e adesso invece fa finta di nullasussurra un’autorevole fonte vicina all’Ex-Cavaliere. La smentita di Renzi è repentina: “Il rinvio (del referendum ndr) non esiste”. Eppure il dubbio rimane.

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Matteo Renzi e Angelino Alfano.

A dare man forte a questa ipotesi è il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, il quale dichiara che se le opposizioni chiedessero un rinvio del referendum “sarebbe un gesto da prendere in altissima considerazione”. I sondaggi, unanimi, continuano ad offrire l’immagine di un “No” in crescente vantaggio, annichilendo le speranze di Renzi sia per la riforma costituzionale in questione, sia per la piena durata del suo governo (che verrebbe indebolito in maniera tanto pesante da poter cadere in brevissimo tempo).

“Se le opposizioni chiedessero un rinvio del referendum sarebbe un gesto da prendere in altissima considerazione”

Non sarebbe la prima volta che un passo indietro di tale portata viene prima smentito e poi realizzato. In questi casi risulta necessario affrontare un solo e semplice problema: l’opinione pubblica. Il problema principale è quello di dissuadere l’opinione pubblica in maniera tale da riversare ogni responsabilità del “passo indietro” ad altre personalità o gruppi politici (in tal senso è emblematico il caso della “doppia” elezione di Napolitano tre anni fa). Il “modus operandi” è sicuro e collaudato. Si propone “in sordina” l’ipotesi del passo indietro (per sondare l’opinione pubblica) ma smentendo “ufficialmente”. Poi si procede a cercare un capro espiatorio su cui riversare eventuali colpe(è la “fase del Nì”). Il passo successivo è, infine, la super cazzola con scappellamento a destra (la fase del passo indietro fatto e compiuto).

Oggi è scattata la prima fase. Nonostante quasi tutta l’opposizione si sia schierata contro l’ipotesi di rinvio del referendum, l’importante è aver gettato il sasso nello stagno. Ora si procederà con l’attuazione della seconda fase, la ricerca del capro espiatorio. E forse è già stato individuato. Si tratta di Valerio Onida: 80 anni, ex Presidente della Corte Costituzionale, “attivista” del “No”.

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Valerio Onida, che ha presentato il ricorso contro il quesito referendario.

“L’elettore si trova a decidere su un intero pacchetto senza poter valutare le sue diverse componenti”

Ha presentato un ricorso alla Consulta contestando la chiarezza e l’omogeneità del quesito referendario, che viola la libertà di voto dell’elettore. Quest’ultimo si trova a decidere su “un intero pacchetto senza poter valutare le sue diverse componenti” e valutando solo i bei nomi di singole riforme, non il loro contenuto.

Si attende il verdetto di Loreta Dorigo, del Tribunale di Milano: dovrà decidere se inviare gli atti alla Corte Costituzionale. Teoricamente non avrebbe il potere di sospendere il referendum ma offrirebbe sicuramente un valido e potenziale pretesto. Immagino fin d’ora le parole:“è giusto aspettare il verdetto della Corte prima del voto, quindi dobbiamo posticipare”.

Qual che sia il futuro che ci attende (e vedremo se anche stavolta avrò previsto bene) abbiamo una certezza. Renzi ha paura.

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Vincenzo Milia

“Libertà vuol dire veramente qualcosa, significa avere il diritto di dire alla gente quello che la gente non vuole sentire”

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