REFERENDUM: VINCE IL NO, VINCIAMO TUTTI

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REFERENDUM: FINISCE 60 A 40 PER IL NO”

Una sconfitta clamorosa patita dal “Si” al referendum, un 60 a 40 che ha annientato ogni vena autoritaria coltivata da Matteo Renzi. Il popolo non ha compreso di cosa si parlava, e questo appare evidente dai dibattiti ancora in corso dove, essenzialmente, si tende a dare per scontato che il popolo abbia votato solo a favore o a sfavore del presidente del consiglio uscente. La colpa di una simile carneficina è da imputare a diversi fattori.

Il primo è la campagna truffaldina e vergognosa attuata dal fronte del “Si”. Una campagna mediatica massicia, invasiva e basata su presupposti falsi e su soluzioni altrettanto fittizie. Nessun cenno a ciò che il testo della riforma effettivamente proponeva con il voto di questo referendum. Nessun cenno alle conseguenze a cui avrebbe portato una sua attuazione. Una campagna di questo tipo ha causato una discussione che tendeva verso la tifoseria, piuttosto che sul merito.

Il secondo fattore, determinante, è l’incapacità dei grandi media di assumere una posizione chiara e netta nei confronti delle parti in gioco. Nessun giornalista (o quasi) ha impostato una trasmissione in cui metteva in chiaro il testo della riforma, sviluppandola di conseguenza, sul merito del referendum. E la cosa appare incredibile, considerando che il testo era disponibile, nero su bianco, e la “verità” era palese a chiunque. Non si poteva opinare sul testo della riforma, essa era una e una sola, eppure è cosi che si è andati avanti nel corso dei mesi. Si è preferito chinare il capo per una campagna incentrata sul “tu menti, io dico il vero”, un mantra ripetuto da entrambe le parti, a torto o ragione. E il risultato è quello che tutti conosciamo.

Matteo Renzi annuncia le sue dimissioni durante la notte referendaria.

VINCE LA PANCIA, CHE SOSTITUISCE EGREGIAMENTE LA TESTA”

Una vittoria enorme in cui ha deciso la pancia degli elettori. Una pancia che, in queste situazioni, risulta la bussola migliore per ogni decisione. La pancia non accetta inutili complicazioni, punta al vero e all’essenziale: “Sto bene o non sto bene?”. Questa è la domanda che la maggior parte degli elettori si è trovata ad affrontare. E la risposta è stata “Non sto bene”, e il voto è stato conseguente: al referendum voto No”.

Una mancanza di fiducia ad un premier sciacallo che ha tirato in ballo persino i malati, i bambini diabetici e i morti eccellenti, come Berlinguer o i partigiani. Addirittura utilizzando come testimonial alcuni medici, come in una famosa ed invasiva pubblicità su Facebook. A questo proposito mi piacerebbe sapere se un tale atteggiamento di subordinazione alla menzogna governativa sia considerato un dileggio dell’ordine dei medici. Qualcosa che possa causare delle ritorsioni, ad esempio una radiazione dall’albo.

Una campagna tanto vergognosa e fasulla, non dissimile dalla truffa, deve avere delle conseguenze. Delle teste devono cadere, se non altro per evitare un pericoloso precedente in cui, volenti o nolenti, noti esponenti istituzionali possano galleggiare, ingannando il popolo con la menzogna. Apro una piccola parentesi per evidenziare un fatto degno di nota. Beppe Grillo ha comunicato che Matteo Renzi dovrebbe essere denunciato per abuso della credulità popolare ma non risulta informato del fatto che tale reato non esista più, è stato depenalizzato. Da Renzi. A ben pensarci, col senno di poi, pareva un segnale molto chiaro.

Non entrerò nel merito della riforma al netto delle balle perché ho affrontato tante volte l’argomento. Eviterò anche di fare previsioni accurate sul futuro di questo paese perché non possiedo i titoli e nemmeno le doti medianiche utili allo scopo. Mi limiterò ad analizzare la situazione attuale e come essa sia stata pesantemente condizionata dalla figura di Matteo Renzi.

Manifestazione studentesca a favore del No, contro il Premier Renzi.

L’ITALIA RINUNCIA AD UN PREMIER INCOMPETENTE”

Il Premier non ha prodotto nessun “piano B”, utile in caso di sconfitta, e ha creato una situazione che, senza di lui, produce una crisi politica notevole. Non possediamo delle leggi elettorali omogenee tra Camera e Senato, perché il Premier non si è occupato del problema. Non abbiamo soluzioni politiche al disastro di alcune grandi banche in sofferenza, che il premier ha posticipato di mesi, bloccando il paese sulla riforma costituzionale. Non possediamo alcun accordo sulla legge di bilancio, che è stata votata chiedendo la fiducia, per l’ennesima volta. Non pago, Matteo Renzi è stato il primo a intimorire l’Europa e i mercati dichiarando che la vittoria del “No” sarebbe stata l’inizio dell’apocalisse. Esattamente il contrario di ciò che un politico serio avrebbe fatto nei confronti del proprio paese. Fatto che, fortunatamente, non ha prodotto alcun tipo di risultato negativo sulle borse o in Europa, ma esattamente l’opposto.

Un politico mediamente serio avrebbe rassicurato l’Europa e i mercati. Avrebbe posto in atto un piano d’azione, che sarebbe scattato con la vittoria del “No”, oltre a quello di una vittoria del “Si”. Un premier serio, soprattutto, avrebbe evitato di violare qualunque regola e di prendere pesantemente in giro i cittadini nel proporre una riforma importante. E dai forti risvolti autoritari.

L’idea generale è che Renzi abbia perso pesantemente questo referendum, eppure abbia vinto. Si riproporrà per un governo “Renzi Bis” e sosterrà di esser stato costretto ad accettare, e i cittadini cascheranno nel tranello. L’hanno già fatto con Napolitano alcuni anni fa. E in un panorama di questo tipo potrà adottare la minaccia della sua “dipartita” politica, casomai il Parlamento non si piegasse alla sua volontà. Non so se le cose procederanno in questa direzione, ma la sensazione è effettivamente questa.

ABBIAMO VINTO TUTTI”

Ma ciò che importa, per ora, è che i cittadini hanno reagito nella maniera “corretta”: hanno protetto la Costituzione. Sono profondamente convinto che la maggior parte degli elettori che, in una buona fede, hanno sostenuto il “Si”, siano semplicemente cascati nel tranello mediatico. E non abbiano compreso cosa andavano effettivamente a votare. Sono anche profondamente convinto delle parole che Luigi Einaudi soleva pronunciare: conoscere per deliberare. Vien da se che conoscere il falso, porta ad un voto sporco e incrinato. In questo caso, un voto per nulla libero, e un referendum plebiscitario, in un senso o nell’altro.

Sono anche convinto che un effetto positivo, questo voto l’abbia avuto. La Costituzione è stata scritta da un piccolo gruppo, una piccola “elite” di intellettuali che rappresentavano il “meglio” del paese. Ma il testo non rispecchiava in nessun modo la maggioranza dei cittadini, ancora attaccati a valori essenzialmente fascisti. Ora, dopo settant’anni, i cittadini hanno dimostrato di sentirsi rappresentati da questa Carta. Hanno affermato che la Costituzione è la loro, che si rispecchiano e in essa, e guai a chi volesse sradicarne le fondamenta.

Il futuro è incerto e fosco, eppure per oggi possiamo adagiarci sotto la calda coperta della vittoria. Il “No” ha vinto, e con lui abbiamo vinto tutti, anche chi ha votato diversamente. Solo che ancora non lo sa.

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Vincenzo Milia

“Libertà vuol dire veramente qualcosa, significa avere il diritto di dire alla gente quello che la gente non vuole sentire”

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