QUARTU SI ATTIVA CONTRO LA POVERTÀ ESTREMA

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Quartu, parte il progetto di lavoro sulla povertà estrema

A Quartu è tempo di novità: parte il progetto di lavoro sulla povertà estrema. La Regione ha stanziato 1 milione di euro al Comune di Quartu Sant’Elena, da utilizzare per tre diversi progetti di inclusione delle persone più povere.

La cosiddetta “Linea 3” del progetto è quella che riceverà la maggior parte degli stanziamenti, circa 900mila euro. Si tratta di un intervento volto all’inclusione lavorativa delle persone disoccupate, che ha come obiettivo il graduale recupero dell’autonomia individuale.

900mila euro per assistere 431 richiedenti

I richiedenti da assistere sono 431 e dovranno partecipare a tre lezioni formative, da 4 ore ciascuna. L’inserimento lavorativo avverrà all’interno del comune stesso o presso aziende, enti e associazioni presenti sul territorio.

Per quanto riguarda i compensi, lo svolgimento di questa attività porterà ad una retribuzione di 700 euro mensili.

Riccardo Saldi, Assessore alle risorse umane.

Secondo l’Assessore alle Risorse Umane Riccardo Saldi: “I primi 150 inseriti in graduatoria inizieranno il loro turno di lavoro prima possibile, al termine delle visite mediche e del corso sulla sicurezza e non appena ci sarà tutta la documentazione in ordine. L’Amministrazione, ovviamente per quanto possibile, cercherà di coordinare il lavoro in base ai desideri degli stessi, che hanno espresso ieri le proprie capacità lavorative, acquisite anche in altri ambienti. Dopo il turno di lavoro dei primi in graduatoria sarà chiamato il secondo scaglione, costituito da altre 150 persone, e infine gli altri componenti la lista per la terza e ultima tranche”.

Un’idea sempre più attuale

L’idea di un reddito di inclusione non è nuova nel panorama politico italiano. Non è un caso che, a partire dal Movimento 5 Stelle, tutti i partiti abbiano cominciato a sostenere la stessa idea. Seppur con differenti modalità di inclusione.

In questo panorama così delicato, questo progetto quartese appare una piacevole novità, pur nei suoi limiti e nella sua intrinseca natura sperimentale. Resta da osservare nel tempo la sua effettiva efficacia e quanto riuscirà a sostenere l’effettiva inclusione lavorativa dei soggetti in gioco.

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Vincenzo Milia

“Libertà vuol dire veramente qualcosa, significa avere il diritto di dire alla gente quello che la gente non vuole sentire”

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