MALTRATTAMENTI A QUARTU: DI NUOVO AL LAVORO LE MAESTRE SOSPESE

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A novembre una sospensione di sei mesi per maltrattamenti, ma il tribunale annulla l’ordinanza cautelare

Il caso dei maltrattamenti fa nuovamente parlare di sé: Elvira Maiorano, Ignazia Campus e Patrizia Demontis prendono di nuovo servizio nella scuola materna di via Sant’Antonio a Quartu Sant’Elena. Secondo il Tribunale del riesame non esistono gli estremi per ipotizzare i gravi indizi di colpevolezza.

Le decisioni della Magistratura vanno rispettate, ma possono essere discusse. In questo caso, la discussione verte sulle prove raccolte dai carabinieri che, dopo un anno di indagini, hanno raccolto materiale audio e video che testimonia i maltrattamenti subiti da bambini di 3 e 4 anni.

L’asilo di via Sant’Antonio, a Quartu.

Minacce, urla e punizioni: l’asilo infernale

Come comunicato dall’agenzia Ansa lo scorso novembre, i bambini sarebbero stati chiusi in bagno o in altre aule, appellati in maniera umiliante, minacciati e convinti a non riferire ai genitori quanto succedeva nelle aule “altrimenti i genitori non sarebbero andati a riprenderli”, sottolinea il Gip.

Ad aumentare i sospetti un altro fatto: l’accesso alla scuola non era libero ma doveva essere preannunciato, probabilmente per nascondere i maltrattamenti. In certi casi, alcuni genitori hanno trovato le porte d’ingresso sbarrate dall’interno, tramite una sedia.

L’attività didattica da parte delle tre maestre “appariva quasi assente”, e i bambini lamentavano, e presentavano, diversi disagi. Secondo il Gip “chiedevano di non andare a scuola, avevano incubi notturni, arrivando a farsi la pipì addosso, a piangere e a mostrarsi costantemente nervosi”.

Il ritorno in servizio: i genitori riprenderanno a protestare?

Due delle tre maestre hanno già ripreso il proprio lavoro, mentre la terza è in malattia e in attesa di poter riprendere servizio.

Non esisteranno gli estremi per giustificare un’ordinanza cautelare, ma quantomeno è necessario domandarsi se la statura “professionale” delle tre maestre non richieda ugualmente un allontanamento perpetuo dalle aule. Cosa che, probabilmente, i genitori non mancheranno di chiedere a gran voce.

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Vincenzo Milia

"Libertà vuol dire veramente qualcosa, significa avere il diritto di dire alla gente quello che la gente non vuole sentire"

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