QUARTU: AL LAVORO 500 DISOCCUPATI

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Parte a Quartu il Progetto Linea Tre per la disoccupazione estrema

Si parla di poche centinaia di disoccupati, che nei prossimi mesi riceveranno un sostegno per la loro povertà estrema. Il Comune ha stanziato un milione di euro per poter offrire a 500 persone uno stipendio da 700 euro al mese, per tre mesi.

Non elemosina, ma offerta lavorativa

Questo sostegno non è gratuito. Andrà guadagnato seguendo un programma di inserimento lavorativo della durata di 70 ore.

Il 19 aprile i primi 150 richiedenti sono stati inseriti in un contesto lavorativo. Si parla di mansioni di vario tipo, come la pulizia nel cimitero comunale, o lo smistamento dei rifiuti. Si ipotizza di poter utilizzare questi lavoratori anche per la guardiania dei bagni del Poetto, attualmente chiusi proprio per mancanza di personale.

Un piano inefficiente?

Il piano messo in campo dalla giunta Delunas sembra buono sulla carta, ma poco efficiente, sia nella durata che nella copertura. Ovviamente, si potrà obiettare che aiutare 500 persone è meglio che non aiutarne nessuna. Ma nel complesso, l’impressione generale è che il progetto non getti il sasso nello stagno, vivacizzando l’offerta lavorativa di Quartu Sant’Elena.

La speranza della giunta di Quartu, probabilmente, è che quest’esperienza offra un’opportunità di reale inserimento lavorativo.

Un reddito di inclusione: il paragone inevitabile

Quando si parla di sostegno alla povertà è inevitabile un paragone con il reddito di inclusione proposto dal Movimento 5 Stelle. In questo caso, la misura proposta dal Comune di Quartu appare molto simile nelle sue meccaniche. Si tratta di un reddito che non viene offerto a titolo gratuito, ma per il quale è necessario accettare un impiego. Anche la cifra mensile corrisposta ai lavoratori è simile, 700 euro contro i 780 dei pentastellati.

La principale differenza riguarda la copertura, poche centinaia di cittadini contro alcuni milioni, e la durata del sostegno, pochi mesi contro un tempo indefinito. Esistono ulteriori differenze, come i requisiti di accesso troppo stringenti ma, alla fine della fiera, il problema reale è la mancanza di fondi da stanziare.

Si tratta comunque di un interessante passo avanti che, se ampliato e garantito ad ogni cittadino idoneo, potrebbe effettivamente permettere un cambio di rotta. Che per ora non si vede.

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Vincenzo Milia

"Libertà vuol dire veramente qualcosa, significa avere il diritto di dire alla gente quello che la gente non vuole sentire"

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