MATERAZZI HA FATTO GOAL: 9 LUGLIO 2006

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Marco Materazzi e il magico Mondiale del 2006

Marco Materazzi di sicuro non dimenticherà questo anniversario. Sono infatti passati esattamente dieci anni dallo storico trionfo dell’Italia nei Mondiali, al termine di una combattutissima finale contro la Francia. Era la Nazionale di Buffon, Cannavaro, Totti, Del Piero e di due outsider, Fabio Grosso e, per l’appunto, Materazzi. Se del primo ricordiamo il goal, con tanto di mitica esultanza, contro la Germania in semifinale e l’ultimo rigore battuto contro la Francia, Matrix resta negli annali come un eroe controverso, che ai Mondiali, come in carriera, ha fatto parlare di sé sia in positivo che in negativo.

Suo uno dei due goal-qualificazione contro la temibile Repubblica Ceca, seguito però dall’espulsione, negli ottavi di finale, contro l’Australia, che costringe la Nazionale a compiere una vera e propria impresa con un uomo in meno. Anche la finale mostra questo dualismo, ma, grazie alla grande tenacia di un giocatore che non si è mai arreso neanche durante i periodi più bui, sono gli elementi positivi a prevalere.

Il rigore, il goal, la testata, il trionfo

Al settimo minuto di gioco, Materazzi provoca il rigore che porta in vantaggio i francesi e fa rimanere di sasso i tifosi italiani, che sperano in un pareggio immediato. Dodici minuti dopo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Marco svetta più in alto di tutti, e con un colpo di testa perfetto fissa il punteggio sull’1 a 1. Matrix alza le braccia al cielo, dedicando il gol a sua madre, scomparsa quando lui era solo un bambino. In seguito, sfiora persino il goal del vantaggio, mentre dal punto di vista difensivo risulta sempre impeccabile, creando insieme a Cannavaro un vero e proprio muro, che i francesi non riescono a superare.

Si va ai supplementari, e al minuto 111 avviene un altro episodio controverso: Zinedine Zidane stende Materazzi con una testata, e l’arbitro non ha dubbi, mostrando il cartellino rosso al francese. Una scena che verrà riproposta mille e più volte, diventando un vero e proprio fenomeno mediatico; in seguito si aggiungerà una piccola beffa, con la squalifica ai danni di Marco per aver provocato l’avversario (unico caso nella storia).

Anche lui figura tra i cinque rigoristi, ed è anche l’unico con cui l’arbitro diventa eccessivamente pignolo, invitandolo a sistemare meglio la palla e rischiando di farlo innervosire: nonostante ciò, l’esecuzione è perfetta, e Barthez, pur azzeccando la direzione, non riesce ad arrivare sul pallone. Poco dopo, l’Italia è Campione del Mondo, e Materazzi, incredulo, può festeggiare insieme ai compagni un trionfo di cui è stato uno dei massimi protagonisti, nonostante, inizialmente, non figurasse tra i titolari.

Materazzi negli anni successivi

I Mondiali influenzano l’intera annata successiva di Matrix, che nell’Inter diventa titolare inamovibile e infonde grande sicurezza alla sua difesa, diventando una garanzia anche per il reparto offensivo. Marco, infatti, realizza ben 10 goal, tra cui si segnalano una rete in rovesciata col Messina, una realizzata nel derby e una doppietta contro il Siena, grazie alla quale i neroazzurri si laureano matematicamente campioni d’Italia. Negli anni successivi, soprattutto a causa di un brutto infortunio capitatogli in Nazionale, Materazzi non riesce più a esprimersi a questi livelli, ma porta a casa un bottino molto ricco, tra cui anche una Champion’s League e un Mondiale Per Club.

Sono veramente tanti i ricordi di quella giornata di dieci anni fa, e vi invito, nei commenti, a scrivere i vostri, magari ricordando quelli che sono stati i vostri eroi in quel Mondiale. Io vi lascio con la simpatica canzone che dà il titolo al pezzo, affinché nessuno si dimentichi che, quel giorno, Materazzi ha fatto goal:

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Alessandro Bogazzi

“A doppia superbia, doppia caduta”

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