I LAPOLA VISTI DA VICINO

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Lapola: come nasce la magia?

La Compagnia Lapola, dopo trent’anni di spettacolo e venti di televisione, resta uno dei pilastri della comicità sarda, e questa nuova stagione di “Come il calcio sui maccheroni” ne è la conferma. Il gruppo ha mantenuto gli elementi chiave del proprio successo, e allo stesso tempo ha accolto con entusiasmo la novità, proponendo una formula che mischia perfettamente passato, presente e futuro.

In occasione dell’ultima puntata, mi è stato concesso non solo di assistere allo show e di prendervi parte, ma anche di rimanere sul set durante le prove, là dove la magia prende forma. I Lapola sono infatti un gruppo dinamico, sempre pronto ai cambiamenti dell’ultimo minuto e a succose aggiunte al copione. Un esempio? Durante le prove della scena con Donald Trump, Angela Merkel e il presidente cinese Xi Jinping, il buon Marco Camboni si inventa sul momento una battuta su “Mao” e decide di utilizzarla in tv.

La formula resta quella degli ultimi anni, con Massimiliano Medda che presenta e i comici che entrano in scena uno dopo l’altro, proponendo personaggi a dir poco esilaranti. Quest’anno abbiamo assistito al ritorno di Tonio e Antonio, cuochi giapponesi “casinisti” che puntualmente lanciano la sfida allo chef di turno. I due, interpretati dai fratelli Lorrai, mescolano ingredienti improbabile per proporre degli intrugli non del tutto commestibili. Mentre Massimiliano spopola con la sua imitazione di Trump, Stefano sta portando sullo schermo il ballerino della Tim, che si fa male al termine di ogni performance.

Alessandro Pili riesce a cogliere nel segno sia coi personaggi inventati, come il ferroviere e Don Gigi, sia con delle caricature perfette, come il Presidente del Cagliari Giulini e Michela Murgia. Marco Camboni, con Santinu Strintu, Franca Littera, Rossano Ollano e il rientrante Signor Basciu, è il mago delle battute maliziose, inserite spesso in giochi di parole tutti da ridere.

Il duo Cossu & Zara continua ad alternare sketch di coppia e personaggi singoli. Chicco il tecnico, che l’anno scorso ha lanciato il tormentone “mi devo alzare!”, non manca mai, mentre nell’ultimo episodio abbiamo visto per la prima volta il personaggio dell’Accabbadora, magistralmente interpretato da Zara. Nell’ultima puntata, Norino e Luisella, i due tirchi carlofortini, ci hanno deliziato con qualche stornello. Solo chi ha assistito al programma dal vivo sa che durante la pubblicità, lo show non si ferma: in questa puntata, gli spettatori hanno assistito a uno sketch di Riccardo Scocciato, a telecamere spente.

Sono tanti gli elementi che rendono “Come il calcio sui maccheroni” un programma vincente

Oltre ai comici veri e propri, ci sono altri elementi fissi, che vanno a impreziosire ulteriormente il programma. Questa settimana mancava Gianni Dettori, autore di performance a metà tra comicità e arte. Francesco Ghiani si divide tra la cucina e le tastiere, mentre Daniele Gastaldi, che dall’anno scorso ricopre il ruolo di giornalista sportivo, ultimamente si è sbilanciato in una serie di pronostici non proprio fortunati. Il pittore Bob Marongiu prova a raccontare le sue barzellette sia durante lo show vero e proprio che durante gli stacchi pubblicitari, mentre Francesca Murgia ricopre un doppio ruolo, presentandosi come valletta e calandosi, di tanto in tanto, nei panni di Cipriana e di Miss Bidda.

Per i Lapola è ormai impossibile fare a meno di Roberto Zorcolo, punto di unione tra il gruppo e i social network, sempre pronto a fare ironia su tutto: le sue battute colpiscono il mondo di Facebook, lo stereotipo del “gaggio” cagliaritano, ma anche la sua stessa famiglia (la mamma in primis), sul suo libro “Tutto è possibile” e sullo sport che pratica, il triathlon. Luca Carcassi garantisce il collegamento con Radiolina, che nella prima parte di ogni puntata deve difendersi dalla concorrenza di Fulvio Lapola e della sua Radio Maria Bonaria.

Daniele Contu non finisce mai di stupire col suo “puppet show”, e i suoi pupazzi sono in continua evoluzione: nell’ultima puntata abbiamo rivisto Gigi, che non è più un neonato, ma che ha mantenuto intatto il suo pungente sarcasmo. Continua la collaborazione coi Tressardi, che dagli studi di Sassari propongono scenette esilaranti e ospitano personaggi di spicco come i Tazenda e i giocatori della Dinamo. Tra le novità c’è la rubrica settimanale di Francesca Figus, che realizza delle brevi interviste all’interno dell’ascensore degli uffici di Piazza Unione Sarda.

In “Come il calcio sui maccheroni” non mancano mai gli ospiti, e gli artisti o sportivi più affermati vengono spesso affiancati da talenti emergenti. Questa settimana abbiamo avuto Enrico Pau, regista del film “L’ Accabbadora” e protagonista, durante la puntata, di un simpatico sketch con Alessandro Pili/Michela Murgia, la cantautrice Francesca Effe, che si è esibita due volte, e il duo formato da Simeone Latini e Nunzio Caponio, che stanno portando la loro rivisitazione di Shakespeare nei teatri di tutta la Sardegna.

L’imitazione di Pandolfi diventa virale

Insomma, “Come il calcio sui maccheroni” mette davvero tanta carne al fuoco, e sono abili nello sfruttare i fenomeni della tv e del web. E’ il caso dell’imitazione del maestro Francesco Pandolfi, i cui video sono diventati virali negli ultimi mesi, con oltre 17 milioni di telespettatori. A imitare il maestro ci ha pensato Stefano Lorrai, mentre uno degli aggressori è l’autore di questo pezzo. Mi è stato infatti concesso l’onore di far parte, per una sera, di questa famiglia, e posso garantirvi che anche sul palco, e non solo dall’ altra parte dello schermo, il divertimento non ha limiti.

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Alessandro Bogazzi

“A doppia superbia, doppia caduta”

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