L’AMERICA CHE NON HA CAPITO TRUMP

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Solo i Simpson l’avevano predetto.

La vittoria di Donald Trump stupisce e indigna, ad ogni livello della società globale. Non intendo concentrarmi troppo sul personaggio e nemmeno sulla sua impresentabile ex-antagonista, Hillary Clinton. Vorrei piuttosto soffermarmi sull’analisi di una società incapace di interpretare se stessa, di capire e di capirsi. Quasi nessuno è stato capace di intuire l’ascesa al “trono” di Trump, nessun sondaggio, nessun giornale. Infatti la “previsione” più oculata è fornita dai Simpson, nel 2000, che mostravano Trump come presidente. Perché nessuno è riuscito a prevedere un simile fenomeno, alimentando il clima di stupore che ora avvolge il mondo?

Il motivo, nelle sue varie ramificazioni, è riassumibile in un solo concetto: lo “scollamento” degli strati sociali. Le istituzioni sono “scollate” dalla realtà effettiva, dalle classi sociali dei lavoratori e dei grandi imprenditori (gli uni sempre più poveri, gli altri sempre più ricchi). I media, abituati ad avere una visione ampia e complessa, sono scollati dalle piccole realtà particolari. Le persone (ciò che un tempo si chiamava “popolo”) sono scollate dai propri rappresentanti, dai mezzi di informazione “tradizionali”, e rimangono ancorati alla visione di una realtà particolare, che non giunge mai ad essere “ampia” e complessa.

Donald j. Trump, 45esimo Presidente degli USA.
Donald j. Trump, 45esimo Presidente degli USA.

Trump riassume in sé ogni carattere dei totalitarismi del secolo scorso.

Ognuno di questi elementi vede solo la realtà del proprio “salotto” sociale, incapace di raggiungere la realtà.
Non sorprendono, quindi, istituzioni incapaci di catalizzare il malcontento popolare sotto un’egida soddisfacente, che cerchi maggiori diritti per tutti, piuttosto che meno diritti per alcune minoranze, percepite come pericolose.

Trump riassume in sé ogni carattere dei totalitarismi del secolo scorso che, come ora, si alimentavano di odio. L’odio verso il diverso, l’immigrato, il ricco. E quando l’odio è rivolto alla gente, più che a un sistema marcio, rischia di sfociare nella competizione sociale, estesa a tutti i livelli. E a poco servono le manifestazioni contro Trump che stanno scuotendo vari stati americani. La democrazia è anche questo, e il voto popolare ha scelto un Presidente che, tutto sommato, rappresenta questi “valori” della società moderna. Valori che hanno poco di “sociale” e molto di “economico”.

La società moderna è basata sulla competizione e la sottomissione del più debole.

In realtà, e a ben vedere, la competizione sociale è la base della società moderna. La “legge di mercato” regna, ad ogni livello, spingendo non verso la cooperazione, ma verso la “sottomissione” dell’altro. A scuola devi essere più bravo degli altri, al lavoro devi essere il più produttivo, sul mercato devi essere il più competitivo. Una società basata sull’ ottenere un giudizio positivo da un “superiore”, per grado o ruolo. In cambio di uno zuccherino o, se sei un “perdente”, di una riprovazione sociale indegna.

Hillary Clinton, sconfitta da Trump alle ultime elezioni
Hillary Clinton, sconfitta da Trump alle ultime elezioni

Non è un caso che negli Stati Uniti non esista alcuna rappresentanza della sinistra. Una mancanza di rappresentanza che ha portato molti elettori verso l’astensione. Un’ astensione che, di conseguenza, ha dato voce solo ai disperati, che trovano rifugio nell’odio. Odio che deriva dalle difficoltà quotidiane, offerte da un sistema che non funziona e, forse non ha mai funzionato. E quando un parafulmine, come Trump, giunge a catalizzare l’odio, spesso ha successo. E ha successo perché si tratta, comunque, di un sentimento da indirizzare. Cosa che, al contrario, per gli Americani desiderosi di uno Stato sociale, semplicemente non esiste.

Bernie Sanders, ex-candidato alla Presidenza degli USA.
Bernie Sanders, ex-candidato alla Presidenza degli USA.

Non è un caso che, durante questa travagliata campagna elettorale, la Clinton sia stata “minacciata” dal consenso ricevuto da Bernie Sanders. Un uomo troppo “di Sinistra” per la tradizione americana che, in questa tornata elettorale, ha comunque ottenuto un notevole consenso. Probabilmente, in un universo parallelo, Sanders ha sconfitto prima la Clinton e poi Trump. E ora governa gli Stati Uniti portando avanti i valori della sinistra, creando un’ America “sociale”. Purtroppo, quell’universo non è il nostro.

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Vincenzo Milia

“Libertà vuol dire veramente qualcosa, significa avere il diritto di dire alla gente quello che la gente non vuole sentire”

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