REFERENDUM IMMINENTE: RENZI PROMETTE ELEZIONE DEL SENATO

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RENZI PROMETTE DI REINTRODURRE L’ELEZIONE DIRETTA DEI SENATORI. MA I CITTADINI NON POTRANNO SAPERNE NULLA PRIMA DEL REFERENDUM”

Mancano pochi giorni al voto referendario del 4 dicembre, la cui attesa ha bloccato l’intero paese per svariati mesi. Matteo Renzi cerca di alimentare il bacino elettorale per il “Si” e gioca le sue carte chiedendo la fiducia dei cittadini.

Il premier risponde al fronte del “No” in merito ad uno dei punti cardine della riforma: il nuovo Senato. Con questa riforma sparisce l’elezione dei senatori, che verranno nominati dai partiti, scegliendo tra i consiglieri comunali. Renzi dichiara che la legge “Fornaro-Chitireintrodurrà il voto diretto per i senatori. Ma la legge non è ancora stata discussa, in attesa di conoscere il risultato del referendum. Si tratterebbe di una legge che prevede di segnalare, con apposita scheda, quali candidati del proprio partito mandare in senato.

Renzi al "MatteoRisponde", promette di reintrodurre il voto diretto dei senatori.
Renzi al “MatteoRisponde”, promette di reintrodurre il voto diretto dei senatori.

 

A prescindere dalla bontà e dalla forma della presente legge, che è ancora abbozzata e vaga, sarebbe opportuno porsi una domanda. Che succederebbe se, per un qualsiasi motivo, essa non venisse approvata dal parlamento? Cosa dovrebbero pensare i cittadini, a pochi giorni dal referendum?
La risposta è molto semplice: i senatori verrebbero nominati dai partiti, come è stato più volte paventato dal fronte del “No”.
Infatti non è scontato che i “buoni propositi” del Governo trovino piena realizzazione, il parlamento non funziona in questo modo. Occorre discutere, emendare, trovare mediazioni con il resto dei partiti che, come è giusto che sia, rappresentano diverse “porzioni” del paese reale e, quindi, cittadini concreti.

UN’ALTRA PROMESSA VAGA E ASTRATTA DA PARTE DEL PREMIER”

Di fatto si tratta di una promessa che non può essere rispettata con certezza. E bisognerebbe discutere della forma e della validità della legge in questione (che ancora non esiste). I cittadini dovrebbero, di conseguenza, recarsi alle urne senza sapere in che modo verrà gestito il senato, casomai tale “elezione diretta” divenisse realtà. Eppure, ed è pacifico pensarlo, un cittadino dovrebbe affrontare un voto importante come questo conoscendo pienamente le conseguenze della sua scelta. E in che modo esse si realizzino nel concreto. Una certezza che, ora come ora, semplicemente non c’è e non può esistere.

In secondo luogo entra in gioco un altro fattore importante: Renzi. Dare credito a questa “promessa” significa dare credito al Premier. Significa, di conseguenza, riportare il referendum ad un voto “Pro” o “Contro” il Presidente del consiglio. Qualcuno potrebbe far notare come le parole “Renzi” e “affidabilità” non si armonizzino per niente bene. D’altronde, secondo gli ultimi sondaggi, larga parte del paese non ripone fiducia nel Premier.

Esiste anche un terzo fattore molto importante: il testo della riforma. Ho deciso di lasciare appositamente per ultimo questo punto, cosi da affrontare le parole del Premier con la maggiore oggettività possibile. Tuttavia, nel testo della riforma è scritto chiaramente che i senatori sono scelti dai “consigli regionali”. Questo significa che risulta impossibile creare una nuova legge ordinaria che violi questa norma. Poiché essa risulterebbe, alla luce della nuova riforma, totalmente incostituzionale. Si tratta dell’ennesimo slogan, che non possiede in sé alcuna possibilità di concretezza. Sembrerebbe l’ennesima bugia di chi, da alcuni, è definito “Pinocchio”. Vorrei concludere questo punto con una piccola osservazione personale. Renzi, per mesi, ha dichiarato che le elezioni del senato non venivano abolite. Ma proporre di reintrodurre le elezioni del senato, significa necessariamente averle abolite in precedenza. L’incoerenza, in questi frangenti, porta alla mente gli eventi quotidiani del passato, quando Berlusconi smentiva se stesso in pochi minuti. Anche se all’epoca, ad essere sinceri, si rideva di più.
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CONFUSIONE: I CITTADINI NON POSSONO CONOSCERE LE CONSEGUENZE DEL LORO VOTO”

In definitiva si parla dell’ennesima personalizzazione di Matteo Renzi che decide di giocarsi il tutto per tutto. E Domenica scopriremo se questa strategia paga o, auspicabilmente, se porterà verso un’epoca nuova, migliore o peggiore che sia. In ogni caso il “merito” della Riforma è passato in secondo piano, proprio a causa di questa nuova “promessa”. Tanti mesi ricordando ai rispettivi interlocutori di parlare nel “merito” della riforma, polverizzati in un attimo e a pochi giorni dal voto. Senza alcuna possibilità, per i cittadini, di saperne di più e di veder discutere questa “promessa”. Anche perché la legge, attualmente, non permette dibattiti a pochi giorni dal voto. Quindi, a causa dello stesso Renzi, prima di votare dovremmo necessariamente porci una domanda: ci fidiamo del Presidente del consiglio?  Anche se promette qualcosa che risulta teoricamente impossibile?

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Vincenzo Milia

“Libertà vuol dire veramente qualcosa, significa avere il diritto di dire alla gente quello che la gente non vuole sentire”

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