INDAGATI I DIRIGENTI DELLA METRO PER L’OMICIDIO DI SOFIA

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Chiuse le indagini preliminari per l’omicidio della piccola Sofia

L’episodio risale al 21 ottobre scorso. Una giovane coppia, originaria di Sinnai, passeggia tra le vie della Metro di Elmas. Con loro la figlioletta Sofia, di appena due anni, nel passeggino spinto dal padre Alessio Saddi. Improvvisamente, da un’altezza di quattro metri, cadono degli imballaggi. Si tratta di 350 chili di cartoni per la pizza, che si rovesciano sul passeggino, uccidendo la piccola Sofia.

Chiesta l’archiviazione per la magazziniera

Il pubblico ministero Andrea Massidda guida le indagini e, dopo sei mesi, arrivano finalmente i primi sviluppi giudiziari. Per Michela Cocco, la magazziniera che aveva sistemato gli imballi che hanno ucciso Sofia, viene chiesta l’archiviazione.

Rinviati a giudizio per omicidio colposo i dirigenti della Metro

Per Maurizio Cossu Cassalotto, amministratore di “Metro Cash and Carry Spa”, e Fortunato Stochino, direttore dello stabilimento, viene invece richiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo.

Le accuse: negligenza nell’attuazione delle misure di sicurezza

La colpa attribuita ai due dirigenti appare molto chiara. In primo luogo non avrebbero rispettato le necessarie misure di sicurezza. In particolare, i sostegni utilizzati nella scaffalatura sarebbero stati sistemati in maniera erronea rispetto a quanto previsto nel progetto del costruttore, Metalsistem Spa.

In secondo luogo, sembra che il datore di lavoro non abbia fornito ai suoi dipendenti istruzioni scritte sulle misure di sicurezza.

Si tratta solamente della fine delle indagini preliminari, eppure il quadro che si delinea assume tratti inquietanti. Ci si potrebbe domandare quanto siamo al sicuro nella nostra quotidianità, se persino le misure di sicurezza più banali non vengono rispettate.

Non si tratta di una storia nuova: la cronaca italiana è formata in buona parte da incidenti sul lavoro per mancata assunzione delle dovute misure di sicurezza. Spesso per motivi legati al maggior profitto, o per un semplice ma tragico errore in buona fede, che potrebbero portare persone innocenti a pagare le conseguenze delle azioni altrui. Magari una bambina di due anni, di nome Sofia.

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Comments

comments

Vincenzo Milia

"Libertà vuol dire veramente qualcosa, significa avere il diritto di dire alla gente quello che la gente non vuole sentire"

vincenzo-milia has 46 posts and counting.See all posts by vincenzo-milia

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi