CORRUZIONE A QUARTU SANT’ELENA: INDAGINE INTERNA AL COMUNE

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Il Comune di Quartu Sant’Elena ha deciso di procedere ad un’indagine interna. L’iniziativa è nata dalla necessità di fare luce sul sistema corruttivo emerso il 10 Dicembre. Riepiloghiamo i fatti che riguardano il caso corruzione a Quartu.

COME METTERE IN ATTO UN SISTEMA VOLTO ALLA CORRUZIONE  A QUARTU

Due impiegati comunali, due esponenti della Polizia Municipale di Quartu e un’imprenditrice edile. Queste sono le figure sufficienti a mettere in atto un’associazione ai danni della cosa pubblica. Il fatto è riferito ad abusi edilizi connessi ad alcuni immobili di Quartu Sant’Elena. Ricostruiamo i fatti che la Procura di Cagliari contesta ai protagonisti di questa vicenda.

I DUE VIGILI URBANI  E I DUE IMPIEGATI COMUNALI

Il primo indagato è Raimondo Pontis, vigile urbano, che ha assunto il ruolo di faccendiere per curare i rapporti tra i vari soggetti coinvolti. Il secondo soggetto è il suo collega Giovanni Argiolas, addetto al servizio di vigilanza edilizia del corpo della Polizia Municipale. Il suo compito era quello di effettuare eventuali controlli che, ovviamente, venivano trascurati. Purtroppo non sono i soli rappresentanti pubblici a far parte della vicenda.

A rilasciare autorizzazioni e condoni edilizi erano invece Sergio Oriti Niosi e Franco Schirru, impiegati comunali. I prezzolati, nella loro veste di Pubblici Ufficiali, avrebbero utilizzato illecitamente i loro poteri sotto pagamento.

Giovanni Argiolas e Raimondo Pontis.

 

Sergio Oriti Niosi e Franco Schirru.

IL BENEFICIARIO È L’IMPRENDITRICE DEBORAH PUDDU, DELLA CORIM.PRO.SRL

Il destinatario di queste misure favorevoli è l’imprenditrice Deborah Puddu, titolare dell’impresa CORIM.PRO. SRL. Secondo la Procura, avrebbe consegnato diverse “mazzette” a Raimondo Pontis che, successivamente, avrebbe suddiviso il ricavato tra i vari esponenti della vicenda.

I reati contestati fanno riferimento a due episodi specifici. Il primo riguarda l’autorizzazione edilizia per la ristrutturazione e il frazionamento di un appartamento. Deborah Puddu avrebbe effettuato due pagamenti a Pontis, uno da 2500 euro e un secondo indefinito. I reati contestati sono “corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio” e “falsità ideologica”.

Il secondo reato riguarda il rilascio del condono di abusi edilizi connessi ad un altro immobile di Quartu Sant’Elena. In questo caso la prima mazzetta ammonterebbe a 6000 euro, mentre la seconda appare indefinita. Il reato contestato è “corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio”.

L’imprenditrice Deborah Puddu.

SI TRATTA SOLO DELL’APICE DELL’OPERAZIONE “PAESE D’OMBRE”

Le indagini della Squadra mobile sono partite a novembre del 2015 , condotte dalla Sezione reati contro la pubblica amministrazione , tramite intercettazioni, osservazione e prove documentali.

I cinque arresti sono solo l’apice nell’operazione “Paese D’Ombre”, condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Cagliari, coordinati dal dirigente Alfredo Fabbrocini, e dal reparto Prevenzione del Crimine di Abbasanta con a capo il dottor Salvatore Pisanu. Dopo 20 giorni di reclusione tutti gli indagati, ad eccezione del solo Schirru,  hanno lasciato il carcere di Uta per scontare la loro pena ai domiciliari.

Le parole del Sindaco Stefano Delunas all’indomani della retata, mostrano che il Comune di Quartu ha incassato il colpo: “Come sindaco, insieme con la Giunta, riponiamo la massima fiducia nell’azione intrapresa dagli inquirenti e garantiamo la totale collaborazione”. E dall’ufficio stampa aggiungono che “verrà dato mandato agli uffici comunali competenti per capire la genesi e gli accadimenti che sono stati oggetto dell’indagine dell’autorità giudiziaria e che hanno portato ai provvedimenti restrittivi nei confronti dei dipendenti comunali. Durante i prossimi incontri di Giunta si prenderanno le opportune decisioni riguardo gli ulteriori provvedimenti organizzativi necessari a seguito degli sviluppi delle indagini degli organi competenti“.

 

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Vincenzo Milia

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