LA COLDIRETTI SCENDE IN PIAZZA E CHIEDE RISPOSTE ALLA POLITICA

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Agricoltori, pastori e pescatori in piazza con i trattori per protestare contro il silenzio della politica sui problemi del comparto strategico dell’economia sarda. 

1 febbraio 2017: sono in 4.000 davanti al palazzo della Regione, in viale Trento a Cagliari, per il corteo promosso dalla Coldiretti che va a concludersi sotto il Consiglio regionale poco prima delle 16. Alle 9 del mattino agricoltori, pastori e pescatori sardi scendono in piazza per protestare contro il silenzio della politica sui problemi del comparto agricolo sardo.  Una sequenza di 30 trattori presidia il palazzo dell’Assemblea sarda e avanza con i manifestanti. In testa il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu, che lungo tutto il percorso chiede alla classe politica isolana di rompere il silenzio e rispondere concretamente alle istanze del mondo dell’agricoltura. 

Il prezzo del latte, precipitato fino a 0,60 centesimi al litro, è solo la goccia che fa traboccare il vaso, ma le questioni su cui si chiede di agire sono tante altre: prezzo del grano, premi comunitari, refresh, credito, burocrazia, acqua, fauna selvatica, epizoozie, pesca, agenzie agricole, incendi, siccità (specie per quanto riguarda il 2016) e neve (gennaio 2017 in particolare). «Oggi è riunita in piazza la rappresentanza di tutto il mondo agricolo sardo, abbiamo necessità di risposte concrete da una politica che ci ha trascurato in questi anni» spiega all’ANSA il presidente regionale di Coldiretti, Battista Cualbu  che aggiunge «c’è bisogno di una diversa attenzione. Se è vero che arriveranno i soldi agli imprenditori agricoli, rimangono tutte le altre vertenze aperte e oggi sono con noi da tutta la Sardegna per far sentire che questo è il comparto strategico dell’economia dell’Isola».

Foto scattata da Annamaria Puddu durante la manifestazione.

Alla manifestazione  organizzata dalla Coldiretti partecipano anche 80 sindaci. 

 Non solo agricoltori e pastori, alla grande manifestazione organizzata a Cagliari dalla Coldiretti partecipano circa 80 sindaci, compresi il neo presidente dell‘Anci, e sindaco di Bortigias, Emiliano Deiana, e i sindaci di Nuoro e Sassari, Andrea Soddu e Nicola Sanna.

«Per un settore vitale come l’ovicaprino, è importante ascoltare le ragioni in un clima di dialogo e negoziazione uscendo dalle contrapposizioni pregiudiziali e sedendosi attorno a un tavolo, per stabilire le azioni opportune. La mia presenza non è una contestazione ma una sollecitazione a che le parti si incontrino», dichiara il sindaco di Sassari Nicola Sanna che aggiunge «Dato che il comune di Sassari è quello che ha la maggiore estensione agricola in Sardegna ed è tra i primi sette in Italia, il fatto che siamo qui, oggi alla manifestazione, sta a significare che c’è una intimità tra i destini della produzione agricola e zootecnica e i destini della città».

I prezzi dimezzati portano una perdita di 130 milioni di euro.

Le speculazioni sul latte di pecora hanno dimezzato i prezzi riconosciuti ai pastori sardi con una perdita stimata in 130 milioni di euro. È quello che afferma l’analisi della Coldiretti diffusa in occasione della protesta delle migliaia di persone che con i trattori hanno invaso il centro di Cagliari per difendere una tradizione secolare che «dopo il fallimento dello sviluppo industriale, rappresenta il vero valore aggiunto per il rilancio l’economia, il lavoro ed il turismo della regione».

Coldiretti denuncia che dalla mungitura quotidiana di una pecora  si ottiene in media un litro di latte che viene pagato al ribasso, appena 55 centesimi rispetto ad 1 euro di fine campagna 2015. «Un’elemosina che non copre neanche i costi di allevamento e di alimentazione e spinge alla chiusura i 12mila allevamenti presenti nell’Isola». La Coldiretti ricorda che in Sardegna si trova il 40% delle pecore allevate in Italia che producono quasi 3 milioni di quintali di latte destinato per il 60% alla produzione di pecorino romano (Dop).

Il latte di pecora in Sardegna: eccellenza, risorsa e storia!

Ancora, la Sardegna è nel Mediterraneo la terra in cui vi è la più alta concentrazione di pecore. Quasi più di due ogni abitante, 2.8 milioni di animali per 1.5 milioni di persone con il risultato che le forme paesaggistiche dell’Isola dipendono dal fatto che ben il 70% del territorio è destinato al pascolo dal quale gli animali traggono alimento .

Il latte della pecora sarda – aggiunge Coldiretti – rappresenta una eccellenza agroalimentare italiana, difatti è un latte molto più ricco di quello di mucca, con una qualità e quantità di grassi e di proteine notevolmente superiore e con il quale si producono famosi e gustosi formaggi. Il pecorino – conclude l’organizzazione agricola – è uno dei formaggi italiani più antichi: veniva prodotto già nella Roma imperiale e faceva parte delle derrate dei legionari, ma è probabile che le sue origini siano ancora più antiche.

Dopo 6 ore si arriva allo stop e ad un confronto teso con i capigruppo.

I trattori lasciano il centro di Cagliari dopo 6 ore di protesta e con loro tornano nelle campagne i circa 4 mila manifestanti che questa mattina hanno sfilato in corteo dal palazzo della Regione fino alla sede del Consiglio. Qui una delegazione di Coldiretti ha incontrato il vicepresidente della Giunta, Raffaele Paci, il presidente del Consiglio Gianfranco Ganau, i capigruppo di maggioranza e opposizione e il presidente della commissione Attività produttive, Luigi Lotto (Pd). Il Presidente e il direttore dell’organizzazione di categoria, Battista Cualbu e Luca Saba, hanno presentato un documento con le loro richieste.

Nove punti su cui però la maggioranza si riserva di dare una risposta dopo la discussione prevista nel tardo pomeriggio in Aula sulla risoluzione approvata dalla commissione Attività produttive. Il fatto ha reso ancora più tesa l’atmosfera della riunione. Si tratta di un testo già contestato dalla Coldiretti perché «troppo sbilanciato in favore degli industriali».

Al termine della riunione i capigruppo del centrosinistra si sono riuniti e hanno deciso di non incontrare i pastori, in presidio davanti al palazzo di via Roma, ma di andare direttamente in Aula, scatenando le proteste dei manifestanti. Davanti ai manifestanti si sono presentati solo i capigruppo dell’opposizione, Pietro Pittalis (Fi), Attilio Dedoni (Riformatori), Gianluigi Rubiu (Udc) e Angelo Carta (Psd’Az). Dopodiché sessanta rappresentanti di Coldiretti hanno deciso di seguire i lavori del Consiglio occupando tutte le poltrone del pubblico disponibili.

Non sono sicuramente soddisfatti agricoltori, pastori e pescatori delle risposte di una politica «inefficiente» e che «se ne deve andare a casa». Coldiretti promette ancora battaglia.

 

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Simone Paderi

"Si corrompe nel modo più sicuro un giovane, se gli si insegna a stimare chi la pensa come lui più di chi la pensa diversamente"

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