CAPORALATO, UNA BUONA LEGGE PASSA ALLA CAMERA

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Caporalato, da uno a sei anni e multa da 500 a 1000 euro per ciascun lavoratore reclutato.

Mentre il Presidente del consiglio Matteo Renzi si assicura l’appoggio di Barack Obama per il “Si” al Referendum, mentre i dati sulla disoccupazione smentiscono le mirabolanti balle sui benefici del Jobs Act, mentre il Governo si spende (e spende) per la campagna referendaria, la Camera approva, una volta tanto, una buona legge. E si tratta di una legge approvata all’unanimità (336 favorevoli, nessun contrario), a tutela dei diritti delle persone più deboli, contro il caporalato.

In primo luogo parliamo dell’inasprimento delle pene, anche per gli intermediari: “il reato è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1000 euro per ciascun lavoratore reclutato, chiunque recluta manodopera per destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori e chi utilizza, assume o impiega manodopera, anche mediante l’attività di intermediazione di caporali, sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno”.

Il fenomeno riguarda sia italiani che migranti e costringe i lavoratori a vivere in condizioni che rasentano lo stato di schiavitù.

La seconda misura riguarda la confisca dei beni accumulati illecitamente, ed estende le finalità del “Fondo antitratta” anche alle vittime del delitto di caporalato. A rivolgere un plauso al governo, una volta tanto, è anche il segretario generale della Cgil.

Finalmente una legge buona e giusta che ci aiuterà nella difesa dei lavoratori italiani e stranieri sfruttati da imprenditori privi di scrupoli, da caporali che lucrano sulla loro povertà e sul loro bisogno di lavoro, dalla criminalità organizzata”, il commento di Susanna Camusso.

caporalato

 

Una buona arma contro gli sfruttatori

Si tratta di una legge che, se entrasse in vigore, permetterebbe ai lavoratori sfruttati di mettere “indirettamente” sotto pressione chi compie il reato in questione. Contro il datore di lavoro non ci sarebbero solo denuncia e pesanti sanzioni, ma anche un indennizzo in favore della vittima. In definitiva potremmo definirla una buona norma che, una volta tanto, non contiene sottotesti pericolosi o buchi formali che rendono inefficace la legge stessa.
Ma in realtà non è ancora il caso di festeggiare, non è la prima volta che una buona legge passa il vaglio della Camera. Il problema è ciò che succede al Senato dove, tra emendamenti vari, viene deformata diventando un “mostro” legislativo dannoso per la Società reale.

Il primo esempio che si potrebbe fare è la legge sulle unioni civili, che in origine appariva modesta ma “funzionale” e in linea con gli altri paesi. Purtroppo è poi diventata quella legge mediocre che è attualmente in vigore.

 Il Senato è il vero momento della verità e in situazioni normali, personalmente, viste le esperienze passate, mi sentirei decisamente pessimista. Tuttavia, visto il momento delicato per il Governo e le promesse di cui Renzi si sta facendo carico, non è escluso che la legge possa passare e terminare il suo iter davanti al Presidente Mattarella.

L’unica cosa certa è che, se la legge venisse approvata cosi com’è, i lavoratori disporrebbero finalmente di un’ arma contro il caporalato. Un’arma che potrebbe anche non essere utilizzata. Di fatto, è sufficiente che gli imprenditori abbiano timore del fatto che i propri dipendenti dispongano di tale arma. E sarebbe ora.

 

Ecco cosa dice la nuova legge

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Comments

comments

Vincenzo Milia

"Libertà vuol dire veramente qualcosa, significa avere il diritto di dire alla gente quello che la gente non vuole sentire"

vincenzo-milia has 48 posts and counting.See all posts by vincenzo-milia

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi