BUONA SCUOLA: SI MANIFESTA ANCHE A CAGLIARI

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Manifestazione contro la Buona Scuola: ultimo giorno per ritirare o approvare gli emendamenti criticati

La manifestazione contro la Buona Scuola è organizzata dai Cobas, Unicobas, Anief e i cortei si svolgono, oltre che nelle maggiori città italiane, anche a Cagliari. Lo stesso Comune ha segnalato problemi e blocchi al traffico almeno fino alle 14:30.

La manifestazione, partita da Piazza Giovanni XIII, verte intorno a delle scadenze legislative ben precise: gli otto decreti attuativi sulla buona scuola, la cui discussione in Parlamento termina oggi. I manifestanti richiedono il ritiro degli otto emendamenti alla legge 107, che non solo non risolvono i problemi del progetto “Buona Scuola” varato dal Governo Renzi, ma alimentano discriminazioni e problemi. La “Buona scuola” non è mai apparsa cosi lontana dall’essere buona.

Questi emendamenti, secondo i sindacati, producono effetti opinabili.

Docenti e studenti manifestano a Cagliari contro la Buona Scuola.

Gli emendamenti contestati

In primo luogo, questi emendamenti attribuiscono progressivamente le attività di sostegno a tutti i docenti, penalizzando gli studenti disabili.

Inoltre, tendono a parificare l’istruzione professionale alla formazione extra-scuola, oltre ad offrire centralità all’alternanza scuola-lavoro, imposta nell’esame di maturità. Fatto che si accosta all’obbligo di svolgimento del test Invalsi, destinato ad entrare nel curriculum.

Come se non bastasse, creano una degradazione della scuola dell’Infanzia pubblica, portando caos nelle scuole primarie, già sature e sovraccariche.

I sindacati non si limitano a coordinare una manifestazione contro gli emendamenti, ma offrono precise richieste alternative.

Le richieste dei sindacati

I sindacati richiedono:

L’eliminazione degli incarichi triennali decisi dal preside. La mobilità deve essere gestita dalla scuola.

Tutti i docenti devono farsi carico non solo dell’insegnamento, ma anche delle altre attività necessarie. L’assunzione dei precari, siano essi docenti o personale ATA, a cui accostare un ampliamento dell’organico.

Libertà di decisione della scuola sull’istituzione dell’alternanza scuola-lavoro e sul quantitativo di ore da destinarvi.

L’eliminazione dei contestatissimi test Invalsi, sottoposti a feroci critiche fin dalla loro nascita.

Infine la restituzione ai lavoratori del diritto di assemblea con qualsiasi sindacato, con applicazione di un sistema proporzionale privo di sbarramenti, con un voto scolastico ed uno nazionale per determinare la rappresentatività dei sindacati su questi due livelli.

La contestazione e la sostanziale cancellazione della legge sulla “Buona Scuola” rappresenta l’ennesimo schiaffo ai mille giorni del Governo Renzi, dopo la bocciatura delle riforme costituzionali, della riforma della pubblica amministrazione e della legge elettorale. A breve addirittura il Jobs Act potrebbe subire pesanti riformulazioni, nel timore del voto referendario imminente.

Se anche questa riforma scolastica venisse a scomparire, si potrebbe affermare, senza remore, che l’Italia ha perso 3 anni di legislatura. E qualcuno dovrebbe domandare scusa ai cittadini.

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Vincenzo Milia

"Libertà vuol dire veramente qualcosa, significa avere il diritto di dire alla gente quello che la gente non vuole sentire"

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