UN AUTUNNO ALL’ INSEGNA DEL THRILLER

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Stephen King e Gianluca Morozzi ci regalano due thriller mozzafiato: “Chi Perde Paga” e “Lo Specchio Nero”.

L’autunno non poteva iniziare nel modo migliore per gli amanti del genere thriller, che possono festeggiare l’uscita di ben due capolavori nel giro di pochissimi giorni.

Il 17 luglio è uscito “Lo specchio nero” di Gianluca Morozzi, eclettico scrittore bolognese che ha sperimentato i generi più disparati, ma da qualche tempo è solito regalarci uno o due thriller all’anno (e qualche racconto, come quello che trovate nella raccolta “Delitti in vacanza”).

In questo romanzo, l’autore ci spiazza già dall’inizio, presentandoci il risveglio del protagonista all’interno di una macabra scena del delitto: Walter Motta, scrittore di fama internazionale, si ritroverà ad affrontare un vero e proprio incubo, in cui i tremendi fantasmi del passato riaffioreranno fino a portarlo quasi alla pazzia.

La tensione si fa sempre più palpabile man mano che si vengono a scoprire sia i particolari di quell’assurdo crimine, che Walter non ricorda proprio di aver commesso, sia i traumi infantili del ragazzo, cresciuto nella zona più disastrata di Bologna, con una famiglia ricca di problemi e un mondo esterno che sembra avercela con lui.

Meritano una menzione speciale il personaggio di Darko, odioso, controverso e affascinante allo stesso tempo, e l’enigmatica Isabel, aspirante scrittrice con parecchie difficoltà di socializzazione.

Non mancano, poi, i riferimenti ai vecchi capolavori di Morozzi, in particolare a Despero, con l’omonima band che è praticamente onnipresente in tutto il romanzo.

Tra citazioni al Dottor Who e qualche riferimento velato a Saw L’Enigmista, quest’opera ha il pregio di tenere il lettore incollato alle pagine fino allo sbalorditivo finale, che, in pieno stile morozziano, non smette di stupire fino all’ultima riga dell’ultima pagina (l’esempio più significativo di questa sua tecnica lo trovate in “Bob Dylan spiegato a una fan di Madonna e dei Queen).

Insomma, un romanzo più che convincente, un acquisto obbligato per i fans di Morozzi, ma meritevole di una chance da parte dei cultori del genere.

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Stephen King resta sempre il mago del brivido, come ha dimostrato a inizio anno con “Revival”, ma recentemente è stato autore di un vero e proprio trionfo con un romanzo thriller che è stato osannato sia dalla gente, sia dalla critica, oltre a fargli ottenere diversi premi.

“Mr Mercedes”, però, non è stato concepito come un caso isolato, bensì come il primo capitolo di una trilogia, che ha trovato il suo seguito in “Chi perde, paga”.

In questa nuova opera ritroviamo le stesse ambientazioni di “Mr Mercedes”, ma in momenti diversi, e con il detective Hodges, Holly Gibney e Jerome Robinson che fanno il loro ingresso in scena solo a metà del racconto, ricoprendo un ruolo secondario rispetto ai due veri protagonisti della vicenda, il criminale incallito Morris Bellamy e il piccolo Peter Saubers, un ragazzino dal cuore d’oro che per amore dei genitori e della sorellina finirà per cacciarsi in un grosso guaio.

Questi due personaggi, così diversi, condividono una passione per John Rothstein, autore della trilogia di romanzi “Il fuggiasco”, e di diversi taccuini inediti che rappresentano il fulcro della vicenda; ci sono grandi differenze, però, tra l’estrema morbosità di Bellamy nei confronti di questi racconti, che lo rende simile ad Annie Wilkes di “Misery non deve morire”, e l’amore genuino di Saubers per la letteratura, che lo porta, a differenza del suo antagonista, a rispettare anche le scelte più impopolari di Rothstein.

Sullo sfondo di questa vicenda, ricca di colpi di scena e di morti violente, c’è Brady Hartsfield, il serial killer psicopatico di “Mr Mercedes”: lo avevamo lasciato in stato catatonico alla fine del primo libro, e le cose non sono cambiate, almeno in apparenza….

Proprio il mistero che lo avvolge fa da preludio al terzo e conclusivo capitolo della saga, che farà capolino nelle librerie tra circa un anno.

“Chi perde paga” è un ottimo seguito, che si avvicina ai livelli del suo illustre predecessore, ma risulta leggermente meno intenso, e dai ritmi un po’ più blandi.

Nonostante questi piccoli difetti, il libro in questione merita di essere promosso a pieni voti, e conferma l’eccellente stato di forma di King, che da “22/11/63” in poi sta vivendo una seconda giovinezza.

Insomma, Radio Iscutta vi consiglia vivamente questi due romanzi, e se già vi siete precipitati al cospetto del Re, sarebbe il caso di dare una chance anche a Morozzi, uno degli scrittori italiani maggiormente sottovalutati degli ultimi anni: difficilmente ne rimarrete delusi. 

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Alessandro Bogazzi

"A doppia superbia, doppia caduta"

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